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LA SEQUENZA
Sciame sismico nel mar Tirreno Meridionale: oltre 140 scosse di terremoto, la più forte di magnitudo 5.5
Prosegue la sequenza sismica nel mar Tirreno a nord delle Isole Eolie: oltre 140 terremoti dal 20 ottobre 2026 e 44 scosse con magnitudo compresa tra 2.0 e 3.3 solo nelle ultime 12 ore notte

MESSINA – Una intenso e costante sciame sismico sta interessando il mar Tirreno Meridionale, nell’area delle Isole Eolie. A partire dal 20 ottobre 2026, secondo i dati ufficiali forniti dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), fino alle ore 10.00 del 24 ottobre sono stati localizzati complessivamente 143 scosse di terremoto con magnitudo pari o superiore a 2.0.
Anche nelle ultime ore la terra ha continuato a tremare: dalla mezzanotte del 23 ottobre sono state registrate ulteriori 44 scosse con magnitudo compresa tra 2.0 e 3.3, tutte individuate a una profondità ipocentrale di circa 10 chilometri a nord dell’arcipelago delle Eolie. Sebbene queste ultime micro-scosse non siano state avvertite direttamente dalla popolazione, il clima di apprensione resta elevato in gran parte della Sicilia ma anche della Calabria soprattutto lungo la fascia costiera tirrenica.

Panico e evacuazioni dopo la forte scossa di magnitudo 5.5
Il momento di maggiore tensione si è verificato con l’evento sismico principale: una scossa di magnitudo Mw 5.5 (Ml 5.0) registrata alle ore 12:19 di ieri ad una profondità di appena 9 chilometri. L’epicentro è stato localizzato in mare aperto, a circa 30 km a nord-ovest di Alicudi (62 km da Malfa e 63 km da Leni). Il terremoto è stato avvertito distintamente in gran parte della Sicilia — da Messina a Palermo, fino a Trapani, Enna e Catania — e lungo le coste della Calabria. La scossa ha spinto centinaia di persone a riversarsi in strada. In via precauzionale sono stati evacuati diversi edifici pubblici, uffici e istituti scolastici. Oltre al sisma principale di 5.5, lo sciame ha fatto registrare una scossa di magnitudo Ml 4.3 alle 11:51 e una di Ml 4.0 alle 12:24, affiancate da 14 terremoti con magnitudo compresa tra 3.0 e 3.9.
Nonostante l’epicentro sia situato in mare a più di 20 km dai centri abitati più vicini (Alicudi e Filicudi), la mappa di scuotimento dell’INGV ha stimato risentimenti fino al V grado della scala Mercalli (MCS) nelle Eolie e nella fascia costiera della Sicilia settentrionale.
Sciame sismico nel mar Tirreno Meridionale. “Zona ad alta pericolosità sismica”
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ricorda che il tirreno meridionale è un’area nota per la sua elevata pericolosità sismica. Le scosse di queste ore sono collegate sia alla tettonica crostale superficiale che ai complessi processi di subduzione caratteristici dell’arco calabro-eoliano, capaci di generare terremoti sia superficiali che molto profondi (fino a centinaia di chilometri).
Per quanto riguarda l’allerta maremoto, “Con terremoti di questa magnitudo non si può assolutamente verificare un maremoto, non in un mare così aperto e così profondo. L’allarme è una procedura automatica di cautela” ha spiegato Raffaele Azzaro, sismologo Ingv. “Questa sismicità si verifica in un settore del basso Tirreno, che è abbastanza attivo dal punto di vista sismico – spiega Azzaro – Tutta la fascia che da Ustica va verso le isole Eolie è attraversata da un sistema di faglie attive, denominato ‘Sistema Sud Tirrenico’, che è abbastanza ‘vivace’ dal punto di vista dei terremoti”.

I precedenti storici nell’arcipelago delle Eolie
Guardando alla sismicità storica, l’area delle Eolie è stata teatro in passato di importanti eventi sismici con magnitudo uguale o superiore a 5. Tra i precedenti più significativi si ricordano quello del 28 maggio 1980 di magnitudo 5.7 e quelli del 20 e 21 maggio 1957 di magnitudo 5.2 e 5.3
“Una sequenza sismicaha un evento principale e degli eventi secondari più piccoli – dice Azzaro – Al momento stiamo registrando un trend di riduzione, ma fare una previsione non avrebbe senso da un punto di vista scientifico. Con una sismicità di questo tipo, però, non c’è da spaventarsi, non credo ci siano rischi concretamente significativi. Non sono questi i terremoti che causano i maremoti”.

















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