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Nasce “Lega Italia Federale” il nuovo simbolo del Carroccio, sparisce il nome di Salvini

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NUOVO LOGO

Nasce “Lega Italia Federale” il nuovo simbolo del Carroccio, sparisce il nome di Salvini

Presentato al congresso federale di Milano il nuovo logo. Matteo Salvini rivendica la scelta: «Mi faccio un pochino da parte io». Via il marchio “Lega Salvini premier” in vista delle prossime elezioni politiche

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Congresso milano lega italia federale - salvini

MILANO – La Lega cambia volto e archivia il simbolo personalizzato con il nome di Matteo Salvini. Al congresso federale di Milano è stato presentato il nuovo logo che accompagnerà il partito alle prossime elezioni politiche: in alto la scritta “Lega” in blu, al centro lo spadone di Alberto da Giussano e, nella parte inferiore, la dicitura “Italia Federale”, con “Italia” in giallo e “Federale” in bianco.

Congresso milano lega italia federale - salvini 02

Nasce così la “Lega Italia Federale”, che prende il posto della “Lega Salvini premier”. La modifica, annunciata nelle scorse settimane, si inserisce nel quadro della nuova legge elettorale, che prevede l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio da parte di ciascuna coalizione. Salvini ha presentato il simbolo prima della sua riconferma alla guida del partito, quando era ancora segretario dimissionario. L’obiettivo è tenere insieme la svolta nazionale della Lega e le sue radici storiche. «di cui sono straconvinto», ha detto il leader a proposito del percorso nazionale, rivendicando al tempo stesso il legame con «il mio istinto, la mia carne e la mia pelle» e con le battaglie identitarie del movimento.

Salvini rinuncia al nome: «Mi faccio un pochino da parte io»

La scelta di eliminare il riferimento personale dal simbolo viene presentata da Salvini come un modo per valorizzare l’identità collettiva del partito. «mi faccio un pochino da parte io», ha spiegato, riferendosi all’uscita del proprio nome dal logo, «anche se diranno che l’ho data vinta a quelli che fanno polemica. Qualcuno mi ha detto di non farlo, di togliere solo ‘premier’, sennò poi cosa scrivono i giornali… Mi interessa meno che zero».

Il vicepremier ha insistito sulla necessità di un marchio immediatamente riconoscibile: «chiaro, lineare e riconoscibile. Perché uno ci sceglie nella cabina? Perché c’è l’Alberto da Giussano e poi c’è la Lega». Per spiegare il ritorno alla formula “Italia Federale”, Salvini ha ripreso un articolo dell’Unità del 1994 che raccontava l’idea di Umberto Bossi di adottare proprio questa denominazione per il marchio della Lega Nord. In occasione delle elezioni europee di quell’anno, il fondatore del Carroccio aveva scelto un logo con quelle parole, su sfondo bianco e con scritte blu. «Come possiamo riassumere una Lega nuova, forte e protagonista in Italia? Lega Italia Federale», ha osservato Salvini, aggiungendo: «Tiene insieme il passato, il presente e il futuro».

Il federalismo al centro della nuova identità

Il ritorno al federalismo rappresenta uno dei messaggi politici centrali del nuovo simbolo, anche se declinato in un contesto diverso rispetto alla stagione di Umberto Bossi. Salvini ha rilanciato la critica al centralismo, individuando oggi nell’Unione europea il principale riferimento: «Il centralismo una volta era nei palazzi romani, ora è traslocato più a Nord». La nuova identità del partito punta quindi a coniugare il radicamento nazionale con la rivendicazione di una maggiore autonomia dei territori.

Il logo ha incassato anche il sostegno di Luca Zaia, ex presidente del Veneto, che ha apprezzato soprattutto il richiamo federalista: «A me piace», ha commentato, spiegando: «La leggo come un’Italia che diventerà federale e quindi una federazione di più realtà». La nuova denominazione segna così un passaggio simbolico per il Carroccio, chiamato a presentarsi alle prossime elezioni con un’immagine che richiama le origini del movimento, ma senza il nome del suo attuale leader.

Congresso milano lega italia federale - salvini 04

Scontro con la stampa relegata al piano inferiore: «Scrivono cazzate»

Il congresso con militanti e delegati, al secondo piano dell’Allianz MiCo, è rimasto off limits per i cronisti, relegati al piano inferiore e ammessi nella sala principale soltanto se accompagnati o durante le pause. Una scelta rivendicata dallo stesso vicepremier, che dal palco ha attaccato duramente diversi organi di informazione: «sono qua e sono al piano di sotto. Da giornalista iscritto all’ordine ho chiesto io agli organizzatori di lasciarli lì, per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega».

Salvini ha poi accusato alcune testate di diffondere notizie infondate sulle future liste elettorali: «Ho letto che Repubblica e Corriere hanno già fatto le liste elettorali, con esclusi e inclusi. Tutte cazzate da prima Repubblica», ha dichiarato, invitando i militanti a non leggere gli articoli pubblicati in quei giorni. E ancora: la stampa «non ci ha mai aiutato e non comincerà ad aiutarci adesso». Parole che hanno suscitato proteste e reazioni tra i giornalisti presenti. Quando, al termine del congresso, i cronisti gli hanno fatto notare i toni degli attacchi, il leader della Lega ha replicato con ironia: «Mi pento e mi dolgo…».

Congresso milano lega italia federale - salvini

La reazione dei giornalisti: «Insulti da ritirare»

Durissime le reazioni delle organizzazioni di categoria. Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, ha dichiarato: «Per Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione sovietica». La segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, ha invece invitato il vicepremier a restituire la tessera dell’Ordine: «Visto che detesta a tal punto i giornalisti e la stessa libertà di stampa, ci chiediamo per quale motivo continui a voler mantenere l’iscrizione ad un ordine di servi».

È intervenuta anche l’Associazione Stampa Parlamentare, secondo cui le espressioni utilizzate da Salvini sono «gravemente ingiuriose», ricordando che il giornalismo rappresenta «l’esercizio di un fondamentale diritto costituzionale». Solidarietà ai cronisti è arrivata infine dal Comitato di redazione del Corriere della Sera, che ha replicato al leader leghista: «Vogliamo ricordare al ‘collega’ Salvini che è dovere dei giornalisti cercare di offrire ai propri lettori notizie anche non gradite ai potenti di turno. Se ne faccia una ragione e ritiri gli insulti».

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