Calabria
MORTE VOLONTARIA
Legge sul fine vita, in Calabria raccolte oltre 10mila firme: venerdì il deposito in Regione
Oltre 10mila le persone che hanno firmato per portare in Consiglio Regionale la proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni per regolamentare l’aiuto medico alla morte volontaria già approvata in Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Sardegna

COSENZA – Sono oltre 10mila le firme raccolte in Calabria – più del doppio di quelle necessarie – che verranno depositate venerdì, 30 ottobre, in Consiglio Regionale per la proposta di legge sul fine vita, quella che regolamenta a livello regionale il cosiddetto “suicidio assistito” promossa dall’Associazione Luca Coscioni e già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna, Sardegna e Umbria.
Al deposito saranno presenti Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, Mariasole Cavarretta, Caterina Forelli, Ivan Papasso e Maria Teresa Prestanicola, componenti del Comitato promotore “Liberi Subito” in Calabria e tutti i volontari che hanno partecipato alla campagna.

Legge sul fine vita, il deposito della proposta “Liberi Subito”
La proposta di legge di iniziativa popolare, nel pieno rispetto delle competenze regionali e in ottemperanza a quanto previsto dalla sentenza 242/2019 della Corte costituzionale, non modifica i diritti stabiliti dalla Consulta, ma disciplina l’organizzazione del Servizio sanitario regionale, definendo procedure senza ingiustificati ritardi, per la verifica delle condizioni delle persone che chiedono di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.
Il deposito sarà effettuato a pochi giorni dall’approvazione della stessa proposta di legge in Umbria. Con la sentenza n. 204 del 2025 e, da ultimo, con la sentenza n. 148 del 2026, depositata lo scorso 24 luglio, la Corte ha chiarito che, nell’ambito della tutela della salute, le Regioni possono disciplinare le modalità organizzative entro le quali il Servizio sanitario deve rendere effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire nelle materie penale o civile.

La proposta “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe e tempestive per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.


















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