Calabria
IL BLITZ
Società svuotate e soldi all’estero: crack nel settore edile in Calabria. Maxi-sequestro da 4,5 milioni e 16 indagati
16 indagati, 3 società in liquidazione e oltre 6 milioni di passivo accumulato. sigilli a un patrimonio da 4,5 milioni tra il Crotonese e nuove aziende “satellite”

CROTONE – Società svuotate, patrimonio trasferito all’estero e truffa sui fondi regionali destinati all’agricoltura. Un articolato sistema criminale ideato per impoverire le aziende, accumulare debiti con il Fisco e trasferire i patrimoni all’estero o verso società “satellite” è stato scoperto dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Crotone che, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone guidata dal Procuratore Domenico Guarascio che ha eseguito un maxi-sequestro preventivo d’urgenza di beni per un valore superiore a 4,5 milioni di euro.
Società svuotate: un passivo di 6 milioni di euro
Le indagini, svolte dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Crotone, hanno consentito di ricostruire la struttura dell’organizzazione. Al vertice si posizionava un noto imprenditore locale, ritenuto l’amministratore di fatto e dominus del gruppo. L’uomo gestiva le realtà aziendali attraverso prestanome privi di competenze manageriali, al solo scopo di sottrarre il patrimonio alle garanzie dei creditori e dello Stato.
La strategia criminale ha causato il tracollo finanziario delle tre società tra il 2016 e il 2023, accumulate sotto un passivo fallimentare complessivo di oltre 6 milioni di euro. Le persone coinvolte, in totale 16 tra soci e amministratori di fatto e di diritto delle società coinvolte, sono indagate a vario titolo di: bancarotta fraudolenta (patrimoniale, documentale e fiscale), auto-riciclaggio e ricettazione, reati tributari ed evasione erariale. Le risorse finanziarie venivano progressivamente depauperate attraverso la distrazione di beni verso l’estero o mediante la creazione ad hoc di nuove società (new companies).
Scoperta anche anche una truffa sui fondi pubblici per l’agricoltura
Gli accertamenti della Guardia di Finanza si sono estesi anche a una quarta società del medesimo gruppo imprenditoriale, non ancora interessata dalle procedure di fallimento. Gli investigatori hanno portato alla luce una truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione ai danni dello Stato. La società avrebbe indebitamente percepito oltre 216.000 euro di fondi regionali destinati allo sviluppo agricolo e alla ristrutturazione di un opificio industriale, ottenuti tramite l’impiego di fatture per operazioni inesistenti. Una volta incassato, il finanziamento è stato immediatamente distratto e impiegato per finalità personali estranee all’attività d’impresa.

Eseguito il sequestro preventivo di beni e quote societarie
Di fronte al quadro probatorio emerso, la Procura della Repubblica di Crotone ha emesso in via d’urgenza un decreto di sequestro preventivo. Il provvedimento ha sottoposto a vincolo giudiziario: I compendi aziendali e le quote societarie delle imprese fallite e delle nuove società costituite; beni mobili e immobili nella disponibilità diretta e indiretta dei 16 indagati.
L’operazione testimonia il continuo impegno della Guardia di Finanza e della Procura di Crotone nella tutela della legalità economica, a difesa del mercato, delle risorse pubbliche e delle imprese che operano nel rispetto delle regole. Si precisa che i provvedimenti cautelari sono stati adottati nella fase delle indagini preliminari e che, in attesa di giudizio definitivo, nei confronti di tutti gli indagati vige la presunzione di innocenza.


















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