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Manifestazione il 30 ottobre a Cosenza: docenti si schierano con gli studenti e chiamano alla mobilitazione

Area Urbana

Manifestazione il 30 ottobre a Cosenza: docenti si schierano con gli studenti e chiamano alla mobilitazione

Lettera aperta di professoresse e professori calabresi alla comunità studentesca: sostegno alle proteste giovanili, critica alle politiche neoliberiste e appello alla partecipazione alla manifestazione in programma a Cosenza venerdì 30 ottobre. «Non c’è lezione di educazione civica migliore che scendere in piazza accanto agli studenti»

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30 ottobre - corteo studenti

COSENZA – In vista della mobilitazione del 30 ottobre a Cosenza, arriva l’appello dei docenti calabresi, che scelgono di schierarsi al fianco delle studentesse e degli studenti in protesta. Una lettera aperta, firmata da USB Scuola, per sostenere le rivendicazioni dei giovani e invitare insegnanti e comunità scolastica a scendere in piazza, insieme, per difendere diritti, futuro e istruzione pubblica.

Manifestazione il 30 ottobre, la solidarietà dei docenti alla generazione che protesta

«Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi, perché avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra forza». È il celebre messaggio di Antonio Gramsci a fare da filo conduttore alla lettera aperta che professoresse e professori calabresi rivolgono alla comunità studentesca, esprimendo sostegno alle mobilitazioni giovanili che attraversano il Paese.

Cosenza studenti corteo - 30 ottobre

I docenti si dichiarano «profondamente orgogliosi» di quanto le studentesse e gli studenti stanno manifestando, riconoscendo nella loro protesta il disagio di una generazione che rifiuta compromessi e rassegnazione e rivendica maggiori opportunità culturali, professionali ed esistenziali.

Al centro dell’appello anche il diritto alla bellezza, a una vita più intensa e soddisfacente, oltre le logiche di una società che privilegia efficienza e produttività. «E proprio noi che, ogni giorno, pretendiamo di insegnare loro qualcosa, stiamo apprendendo tanto, in queste settimane», scrivono i firmatari, sottolineando il valore critico e politico delle iniziative studentesche.

La lettera denuncia quello che i docenti definiscono il «giogo del sistema neoliberista», accusato di marginalizzare chi non si conforma e di delegittimare le forme di dissenso. Nel mirino finiscono anche gli atteggiamenti repressivi nei confronti delle proteste e le rappresentazioni dei giovani come vandali o consumatori ossessionati dai marchi. Una lettura che, secondo i firmatari, non restituisce la complessità di una generazione cresciuta tra difficoltà sociali, iperproduzione sui social network e consumo compulsivo.

Studenti Cosenza protesta_02 30 ottobre

«Quand’invece, noi che questa generazione la incontriamo, dietro i banchi di scuola, ogni mattina, sappiamo che è animata da forte spirito critico e capacità di lettura del presente», affermano. La critica investe anche il sistema scolastico, descritto come una scuola pubblica «solo sulla carta» e «al collasso», penalizzata dalla mancanza di investimenti. Per gli insegnanti, le mobilitazioni come quella del 30 ottobre, rappresentano un tentativo di reagire a trent’anni di politiche neoliberiste e di costruire un fronte comune capace di dare voce alle difficoltà di studenti, lavoratori e famiglie.

L’appello per la piazza di Cosenza

La mobilitazione studentesca, ricordano i docenti, ha già espresso solidarietà concreta in Calabria ad agricoltori, trasportatori, lavoratrici, lavoratori e famiglie in difficoltà. Un fronte di protesta che, secondo la lettera, si prepara a scendere compatto in piazza a Cosenza venerdì 30 ottobre. Da qui l’invito alle colleghe e ai colleghi a partecipare, superando l’idea che l’adesione alle manifestazioni significhi sottrarre tempo alla didattica.

«Non c’è lezione di educazione civica migliore che scendere in piazza accanto alle studentə», si legge nell’appello, che definisce queste esperienze «ore di platino», occasioni di crescita umana e pedagogica. Il messaggio finale è rivolto direttamente ai giovani: «Aiutateci a essere all’altezza dei vostri sogni, delle vostre rivendicazioni, dei vostri desideri, delle vostre legittime aspettative». E ancora: «Ci volteremo sorridenti e, per nulla, spaventatə, ci volteremo per aspettarvi e scioperare insieme. A testa alta, in Calabria!».

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