Calabria
IL LIBRO
“Il lungo viaggio verso il sole”: dall’abisso di Marcinelle al riscatto della Calabria. Dramma e speranza dell’emigrazione
“Il lungo viaggio verso il sole”: una toccante saga familiare scritta da Angela Borello che ripercorre le radici in Calabria, le miniere del Belgio e il dramma universale dell’emigrazione

COSENZA – Un sogno nel cassetto a lungo custodito e sbocciato grazie al sostegno affettuoso della famiglia. Nasce così “Il lungo viaggio verso il sole”, un’intensa e commovente saga familiare che affonda le sue radici nella Calabria del dopoguerra per attraversare i drammi dell’emigrazione italiana in Europa e al Nord Italia. L’autrice, Angela Borello, calabrese d’origine ma da moltissimi anni residente in Lombardia, firma un’opera che intreccia memoria storica, riscatto sociale e amore viscerale per la propria terra, offrendo uno spaccato autentico su un’epoca segnata da grande miseria ma illuminata da una straordinaria forza d’animo.
Le radici in Calabria: la dignità di mamma Margherita
La narrazione segue uno scrupoloso ordine cronologico che parte dai nonni materni per focalizzarsi sulla figura simbolica di Margherita, la madre dell’autrice. Cresciuta in un contesto di profonda povertà e con una madre malata, Margherita fu costretta a soli sei anni ad abbandonare la scuola per farsi carico del fratellino appena nato e lavorare nei campi. Nonostante l’analfabetismo forzato, la sua vita fino ai diciassette anni si rivela un inno alla resilienza e alla dignità quotidiana: valori che avrebbero poi sorretto l’intera famiglia di fronte alle tempeste del futuro.
Dalle miniere del Belgio ai cantieri di Milano: l’odissea di papà Nazzareno
Parallelamente, il libro racconta le peripezie del padre, Nazzareno. Spinto dalla cronica mancanza di opportunità in Calabria, a soli diciannove anni parte per il Belgio insieme a un amico, rispondendo a un annuncio per la ricerca di minatori. L’impatto con il sottosuolo è un trauma: un lavoro disumano tra polvere di carbone, cunicoli stretti e la costante paura del crollo. Un terrore che si concretizza in una tragica frana in miniera, dalla quale Nazzareno riesce a salvarsi miracolosamente, risultando tra i pochissimi superstiti della tragedia.
Dopo una lunga convalescenza e un giuramento a sé stesso, Nazzareno tenta la fortuna a Milano come manovale, riuscendo a diventare capo cantiere grazie alle sue doti organizzative. Ma il richiamo della Calabria è troppo forte: torna al Sud, sposa Margherita e dalla loro unione nascono tre figlie.
Il viaggio della speranza: l’esodo familiare e il tema dell’emigrazione
Nonostante gli sforzi e il lavoro di Margherita come bracciante, la povertà torna a minacciare la stabilità della famiglia. Di fronte alla precarietà, Nazzareno si vede costretto a spezzare il suo giuramento e a cercare impiego in un’acciaieria belga. Per non dividere il nucleo familiare, Margherita accetta di partire a una condizione: andarsene tutti insieme. Inizia così, quando l’autrice ha soli otto anni, il calvario dell’integrazione all’estero, segnato dalle barriere linguistiche e dalla nostalgia di casa, prima del definitivo e sofferto rientro in Italia.
Ieri le valigie di cartone, oggi i trolley: un messaggio di drammatica attualità
“Il lungo viaggio verso il sole“ non è soltanto una testimonianza privata, ma una riflessione ad ampio raggio sul fenomeno migratorio che ha spopolato il Mezzogiorno nel Secondo Dopoguerra. Il cuore pulsante del testo risiede in un monito universale: “Nessuno dovrebbe mai essere costretto a partire per necessità, ma solo per il puro desiderio di viaggiare. Tutti gli uomini e le donne hanno il diritto di nascere, crescere, vivere ed essere sepolti sotto lo stesso cielo in cui sono nati“.
Un messaggio che risuona oggi più attuale che mai: se ieri si partiva con le valigie di cartone verso le miniere e le fabbriche europee, oggi sono i giovani laureati a lasciare il Paese con un trolley in mano. Un libro-omaggio alla memoria, al coraggio delle donne e alla ricerca della propria luce.





















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