Tirreno
LE INDAGINI
Morto nel carcere di Paola, tre poliziotti penitenziari indagati. Il Sappe: “Non li lasceremo soli”
Il sindacato SAPPE esprime solidarietà ai tre agenti del carcere di Paola destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il suicidio di un detenuto

COSENZA – Un nuovo caso di suicidio si sarebbe verificato nel carcere di Paola nel corso di questa settimana. La vittima sarebbe un uomo di 60 anni, originario di Praia a Mare, trovato impiccato all’interno della propria cella. Sulla vicenda sarebbero in corso accertamenti da parte della Polizia, chiamata a ricostruire quanto accaduto e a chiarire ogni circostanza del decesso.
Il Sappe – Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria – è intervenuto oggi sulla delicata vicenda giudiziaria per il quale tre agenti penitenziari hanno ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari, assicurando “ai colleghi e alle rispettive famiglie la massima vicinanza”.
«Piena solidarietà e sostegno ai tre poliziotti penitenziari della Casa circondariale di Paola destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nell’ambito del procedimento giudiziario relativo al suicidio di un detenuto all’interno dell’istituto», dichiara il Sappe.

«Abbiamo pieno rispetto e fiducia nell’operato della Magistratura, cui spetta accertare i fatti e le eventuali responsabilità, ma ricordiamo che un avviso di conclusione delle indagini non è una condanna. Nessuno può essere considerato colpevole fino alla sentenza definitiva e non sono ammissibili processi anticipati», dichiara Donato Capece, segretario generale del SAPPE.
«I poliziotti penitenziari garantiscono quotidianamente sicurezza e legalità nelle carceri, affrontando condizioni operative difficili, rischi e responsabilità crescenti. Non è accettabile che, quando sono chiamati a rispondere di fatti connessi al servizio, debbano sentirsi soli e abbandonati», aggiunge.

Il SAPPE seguirà con attenzione l’evoluzione della vicenda, assicurando ai tre agenti ogni possibile forma di sostegno sindacale e tutela dei loro diritti e delle garanzie previste dall’ordinamento. «Non intendiamo interferire con l’attività giudiziaria, ma rivendichiamo il rispetto della dignità personale e professionale dei colleghi. Un sindacato deve dimostrare la propria presenza soprattutto nei momenti di difficoltà. Ai tre poliziotti di Paola e alle loro famiglie diciamo chiaramente: non siete soli, il SAPPE è e resterà al vostro fianco», conclude il leader nazionale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria.



















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