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Cosenza: il dopo Caruso agita il centrosinistra tra ambizioni e conti da saldare

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RESA DEI CONTI

Cosenza: il dopo Caruso agita il centrosinistra tra ambizioni e conti da saldare

La corsa al dopo Caruso è già cominciata, tra ambizioni personali e regolamenti di conti. Ma il centrosinistra rischia di dimenticare chi ha governato Cosenza fino a oggi

Dario Rondinella

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Cosenza: il dopo Caruso agita il centrosinistra tra ambizioni e conti da saldare

COSENZA – L’azzeramento delle deleghe assessorili deciso dal sindaco Franz Caruso e la presa di distanza politica del consigliere regionale Francesco De Cicco, con il ritiro degli assessori comunali dalla giunta di Palazzo dei Bruzi, e le dimissioni formalizzate da entrambi, vanno lette soprattutto in prospettiva. Quella delle prossime elezioni amministrative.

Dietro lo scontro politico, infatti, si gioca già la partita per il futuro governo della città. Da una parte c’è Franz Caruso che, forse anche tardivamente, ha deciso di lanciare un segnale chiaro alla maggioranza di centrosinistra che lo sostiene. Una maggioranza che, almeno in una sua parte consistente, sembra ormai orientata a non concedergli la possibilità di un secondo mandato. I segnali arrivano da settori del Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi e Sinistra, con questi ultimi due che pur non essendo rappresentati in Consiglio comunale, stanno ragionando su un’alternativa all’attuale sindaco.

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Palazzo dei Bruzi: una partita tra Caruso, il centrosinistra e De Cicco

Una posizione che rischia, però, di trasformarsi in un vero e proprio boomerang. Perché se alla fine Franz Caruso dovesse essere scaricato proprio da quelle forze che lo hanno sostenuto in questi cinque anni, quale sarebbe la giustificazione verso la città? Come si potrebbe spiegare la mancata riconferma di un sindaco se, fino a oggi, gli stessi partiti hanno continuato a rivendicare i risultati raggiunti dalla sua amministrazione? Dai conti rimessi in ordine dopo il dissesto ereditato dalla precedente Amministrazione comunale, alle opere pubbliche realizzate grazie ai numerosi finanziamenti intercettati? Risultati che il centrosinistra ha più volte sbandierato come la dimostrazione delle buone pratiche messe in campo dall’amministrazione Caruso.

La questione diventa, pertanto, inevitabilmente politica, prima ancora che amministrativa. Se il lavoro svolto è stato positivo, perché cambiare sindaco? Se, invece, si ritiene che l’esperienza Caruso sia arrivata al capolinea, bisognerà spiegare ai cittadini dove e perché questa amministrazione avrebbe fallito.

Francesco De Cicco - ferrovia jonica

Caruso e la rottura di De Cicco

Dall’altra parte c’è la posizione di Francesco De Cicco, che prendendo le distanze dal sindaco Caruso e sottolineando il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati, il consigliere regionale finisce inevitabilmente per mettere in discussione non soltanto l’operato del primo cittadino, ma anche l’esperienza amministrativa di cui è stato parte importante. Una presa di posizione che, di fatto, equivale ad ammettere il fallimento di un percorso politico e amministrativo al quale ha contribuito direttamente, chiamando in causa anche la responsabilità del centrosinistra che ha governato la città in questi anni.

Tra l’altro, proprio con gli stessi protagonisti, con cui De Cicco starebbe cercando un’intesa per costruire un’alternativa a Franz Caruso. Un progetto nel quale potrebbe trovare spazio anche una sua diretta candidatura a sindaco, ipotesi che non dispiacerebbe affatto al segretario regionale del Pd, Nicola Irto.

Una prospettiva che De Cicco potrebbe sostenere facendo leva sul proprio peso politico e sul consenso elettorale che ha dimostrato di avere in città. Un peso che, tuttavia, potrebbe cominciare a mostrare qualche crepa. In questi mesi, infatti, il consigliere regionale ha perso per strada prima due consiglieri comunali, Francesco Gigliotti e Daniela Puzzo, ed ora anche uno dei due assessori dimissionari, Gianluca Orrico. Defezioni che, pur non essendo di per sé sufficienti a misurare un eventuale ridimensionamento elettorale, rappresentano comunque segnali da non sottovalutare e impongono una riflessione sulla tenuta del movimento che fa riferimento a De Cicco.

Insomma, quella che si sta consumando a Palazzo dei Bruzi appare sempre più come una partita tutta interna al centrosinistra, dove a prevalere sembrerebbero prevalere ambizioni e faide personali. Con una questione di fondo: se l’esperienza amministrativa di questi cinque anni viene oggi messa in discussione, politicamente chi ne risponderà?

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