Ionio
Inchiesta ‘Ginestra’: lunedì l’interrogatorio del sindaco Flavio Stasi
Davanti al Gip il sindaco dovrà chiarire la sua posizione ed i presunti rapporti con i clan che, secondo l’inchista della Dda, gli avrebbero procurato i voti per la sua riconferma a primo cittadino

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – È fissato per lunedì 2 novembre l’interrogatorio di garanzia del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. Il primo cittadino è tra le 41 persone raggiunte dalle misure cautelari emesse nell’ambito dell’inchiesta “Ginestra” della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ricostruisce gli assetti dei clan di ‘ndrangheta nell’area della Sibaritide.

L’interrogatorio del sindaco Flavio Stasi: è ai domiciliari
Stasi, attualmente al suo secondo mandato alla guida del centro ionico, è stato posto agli arresti domiciliari in relazione alle ipotesi di reato di patto elettorale politico-mafioso, e comparirà davanti al giudice Giacchetti per fornire la propria versione dei fatti in merito alle accuse mosse dalla Procura antimafia.

L’interrogatorio di lunedì rappresenta un momento chiave: permetterà al sindaco di chiarire la sua posizione ed i presunti rapporti con i clan che, secondo l’inchista della Dda, gli avrebbero procurato i voti per la sua riconferma a primo cittadino. Accuse pesanti quelle mosse nei suoi confronti che hanno destabilizzato gli equilibri della città e non solo. Tantissimi i messaggi di solidarietà e vicinanza dei sindaci e dagli amministratori del territorio, compreso quello del presidente della Regione Roberto Occhiuto, che in questi giorni sono arrivati in favore del sindaco che fin da quando era solo un attivista si è sempre battuto per combattere la criminalità.
L’ultimo post sui social contro la criminalità
Il suo ultimo post sui social, a seguito dell’agguato avvenuto a Lattughelle e all’assemblea pubblica indetta dal sindaco Iacobini a cui aveva partecipato, era proprio contro i clan e la loro azione. “È urgente – scriveva Stasi – riformare e rafforzare profondamente gli strumenti amministrativi contro la criminalità organizzata, a partire dalle confische, perché troppo spesso sono parziali o cadono sotto i colpi di ricorsi e cavilli. Noi chiediamo dei provvedimenti che rendano chiare ed efficaci le misure amministrative contro la ‘ndrangheta, che aiutino i sindaci a cacciarne il puzzo da ogni procedura. Inoltre chiediamo provvedimenti straordinari che procedano, in deroga alle vuote procedure ordinarie fatte di calcoli astrusi, a moltiplicare le scuole, aumentare i dirigenti scolastici, assumere professori ed assistenti da affiancare a nuove forze dell’ordine”. Solo poche ore dopo il suo arresto.
Gli altri interrogatori di lunedì, Pepe non risponde
Stasi è assistito dall’avvocato Mauro Mitidieri del foro di Castrovillari. Nello stesso giorno saranno interrogati anche Santo Straface, Marcello Pepe, Sandro Sibarelli e Antonio Mingrone.
Il presunto boss Damiano Pepe, scampato all’agguato di Lattughelle dove ha perso invece la vita sua moglie, si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto ieri, in video conferenza, dopo che l’uomo è stato dimesso dall’ospedale Annunziata e trasferito nel carcere di Cosenza.



















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