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Fin Calabria: le società sfiduciano il presidente Porcaro. Chiesta l’assemblea straordinaria
Dopo quasi 14 anni di presidenza, cresce la contestazione nei confronti del presidente Alfredo Porcaro e del Comitato regionale

Si apre una fase delicata per la FIN Calabria e per la lunga presidenza di Alfredo Porcaro. Dopo quasi quattordici anni alla guida del nuoto regionale e quattro mandati consecutivi, il presidente deve fare i conti con una contestazione che coinvolge numerose società sportive, tecnici e componenti dello stesso organismo dirigente.
Non si tratta di una contrapposizione personale né di un singolo episodio, ma di un evidente deterioramento dei rapporti tra una parte significativa delle società affiliate e l’organismo federale regionale presieduto da Porcaro. Una situazione maturata in seguito a una serie di circostanze, segnalazioni e criticità che, prontamente portate all’attenzione del presidente, non avrebbero mai ricevuto un formale riscontro né un’apertura concreta alla risoluzione dei problemi.
I segnali di malessere erano emersi già nei mesi scorsi. Prima la protesta dei tecnici calabresi, che avevano sollevato criticità sulla programmazione e sull’organizzazione delle attività agonistiche, rivendicando nei confronti del presidente Alfredo Porcaro un ruolo super partes, capace di rappresentare tutte le società e non soltanto alcune realtà.

Porcaro rischia di perdere la fiducia delle società
Successivamente, le società calabresi hanno chiesto più volte al presidente Porcaro di operare secondo criteri di imparzialità, indipendenza, equidistanza e tutela dell’immagine istituzionale, soprattutto nelle questioni riguardanti l’organizzazione, la programmazione e lo svolgimento delle attività federali.
Non si è trattato di qualche isolata lamentela, ma di una manifestazione diffusa di sfiducia nei confronti della gestione del Comitato regionale. Diversi presidenti hanno espresso con forza la propria amarezza, denunciando la sensazione di essere stati lasciati soli, di non essere ascoltati e di non ricevere dal Comitato regionale quella vicinanza e quel sostegno che dovrebbero rappresentare la ragione stessa della sua esistenza.

Dopo l’ultima assemblea regionale, nella quale il confronto, anche acceso, sembrava poter avviare una nuova fase di attenzione al territorio e alle problematiche delle società, si è assistito all’ennesima presa di posizione del presidente Porcaro, giudicata da una parte delle affiliate come una chiusura a ogni forma di confronto con il territorio e come una manifestazione di preoccupazione per il mantenimento degli attuali equilibri alla guida del Comitato.
A questo punto, numerose società affiliate hanno sottoscritto una richiesta formale di convocazione dell’Assemblea regionale straordinaria per discutere e votare sulla permanenza della fiducia nei confronti di Porcaro e dell’intero Comitato regionale.
Un’iniziativa che segna un passaggio significativo nella vita federale calabrese. Il contrasto con il recente passato è evidente: nel settembre 2024 Porcaro era stato riconfermato con il 97,76% dei voti. A distanza di circa due anni, una parte significativa del movimento natatorio chiede ora di verificare formalmente il rapporto fiduciario con la dirigenza.
La svolta è arrivata con il documento datato 15 ottobre 2026, attraverso il quale è stata ufficialmente richiesta la convocazione dell’Assemblea regionale straordinaria. A sottoscrivere la richiesta sono state numerose società sportive, ovvero il 60%, rappresentative, quindi, di una forza elettorale in grado di modificare gli attuali equilibri all’interno del mondo natatorio calabrese.
Le società chiedono che la questione venga affrontata attraverso gli strumenti previsti dalle norme federali, affidando all’Assemblea il compito di pronunciarsi sul rapporto di fiducia con il presidente e con il Comitato regionale.
Al centro della vicenda c’è il rapporto ormai logorato tra gli organismi federali e le società che sostengono quotidianamente il movimento natatorio sul territorio, affrontando costi, difficoltà organizzative e responsabilità nei confronti di atleti e famiglie, senza poter contare, a loro giudizio, sul necessario sostegno dell’organismo federale territoriale.
La richiesta di convocazione dell’Assemblea straordinaria trasforma così il malcontento maturato nel tempo in un’iniziativa istituzionale formale.

La questione è stata portata all’attenzione del presidente nazionale della FIN, Paolo Barelli, e degli organismi federali competenti. Spetterà ora ai vertici della Federazione valutare la richiesta e gli eventuali passaggi successivi, mentre all’interno della regione si delinea una frattura che potrebbe coinvolgere altre società e dirigenti.


















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