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Celle frigorifere in tilt anche nel Cosentino, l’attacco hacker arriva nel Sud Italia: temperature oltre i 50 gradi

Italia

Cyberattacchi

Celle frigorifere in tilt anche nel Cosentino, l’attacco hacker arriva nel Sud Italia: temperature oltre i 50 gradi

Vittime del sabotaggio sono supermercati, stabilimenti e centri distributivi. Chi ha colpito ha attaccato i sistemi di gestione e monitoraggio delle apparecchiature refrigeranti alterandone le impostazioni di base ed i sistemi di controllo

Francesca Bloise

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Celle frigorifere_attacco hacker

COSENZA – L’attacco hacker alle celle frigorifere che a metà ottobre ha messo in ginocchio centinaia di punti vendita in Francia e che oggi si sarebbe ripetuto in Europa tra Belgio, Svezia, Paesi Bassi, Estonia, Lussemburgo, Finlandia e Irlanda, si allarga anche all’Italia.

Secondo quanto emerso sarebbero state colpite le celle frigorifere di diverse regioni del Sud Italia: dalla Calabria alla Sicilia, dalla Puglia alla Campania. Un’incursione informatica arrivata nel cuore della notte che si è verificata anche nel Cosentino.

Celle frigorifere 2

Celle frigorifere in tilt nel Cosentino, l’attacco hacker ai sistemi di gestione e monitoraggio

Ad essere vittime dell’attacco sono stati supermercati, stabilimenti e centri distributivi. Chi ha colpito ha attaccato i sistemi di gestione e monitoraggio delle apparecchiature refrigeranti alterandone le impostazioni di base ed i sistemi di controllo. Il sofware, settato con nuove indicazioni di soglia, non ha inviato in rete il tradizionale allert che scatta nel momento in cui le temperature, rispetto al settaggio, diventano troppo alte o troppo basse.

Le temperature delle celle frigorifere e dei banchi del freddo nei supermercati e nelle aziende della distribuzione hanno iniziato così improvvisamente a salire senza che il sistema ne rilevasse l’anomalia. Impostazioni “folli” con picchi fino a 150°C hanno mandato in tilt le apparecchiature: più passava il tempo e più le temperature salivano, arrivando a toccare anche picchi di 50°C, senza che il sistema segnalasse nessun disagio.

Un sabotaggio mirato e subdolo che ha permesso alle aziende colpite di constatare quello che era realmente successo e dare l’allarme solo questa mattina, a seguito dell’apertura dei punti vendita e all’arrivo dei dipendenti.

hacker

Danni ingenti e spreco alimentare nel Sud Italia

In alcuni casi era ormai troppo tardi, molti prodotti freschi erano già rovinati. I danni sono certamente ingenti e da contabilizzare. Immediate, a quel punto, sono state le segnalazioni alle aziende produttrici dei software di telegestione e al reparto di sicurezza informatica.

Dal canto loro le aziende hanno nell’immediato ripristinato le impostazioni di refrigerazione, svuotato i frigoriferi e ripulito, permettendo alle temperature, anche se lentamente, di stabilizzarsi con le impostazioni adeguate.

Il quadro completo dell’attacco hacker messo in atto anche in Italia e nel Cosentino è ancora da chiarire: c’è da individuare, nel dettaglio, le utenze vittime, i danni apportati e maggiori dettagli sulle azioni messe in campo dai malviventi. L’offensiva informatica che aveva già colpito all’estero, oltre ai danni provocati alle aziende, ha portato ad uno spreco spropositato di alimenti, che a contatto con le alte temperature, si sono purtroppo deteriorati.

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