Calabria
Vertenza Konecta, 25 milioni per la digitalizzazione della sanità: De Cicco chiede garanzie per oltre 700 lavoratori
Dalla Regione arrivano i chiarimenti sui finanziamenti e sul progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche, con scadenza fissata al 2027. Restano però le preoccupazioni per il futuro occupazionale dei lavoratori Konecta, tra cassa integrazione, riduzione delle attività e incertezze sul piano di rilancio aziendale

REGGIO CALABRIA – Prosegue l’iniziativa del consigliere regionale Francesco De Cicco a tutela dei lavoratori di Konecta R s.r.l., già dipendenti di Abramo Customer Care. A seguito di un’interrogazione a risposta scritta presentata per fare luce sulla destinazione delle risorse pubbliche e sullo stato di avanzamento delle attività legate alla digitalizzazione della sanità calabrese, sono arrivati i riscontri ufficiali dei Dipartimenti competenti della Giunta regionale.
Konecta: fondi e progetto, arrivano i chiarimenti della Regione
Per il progetto sono stati stanziati complessivamente 25 milioni di euro, di cui 10 milioni destinati alla riqualificazione del personale, ai quali si aggiungono altri 5 milioni messi a disposizione dal Governo centrale. Il Dipartimento Lavoro ha confermato che a Konecta sono stati finora erogati circa 6,5 milioni di euro, tra anticipazioni sui costi salariali, coperte da garanzia fideiussoria, e rimborsi per le attività di formazione e riqualificazione professionale. I restanti 3,5 milioni sono invece vincolati al completamento delle verifiche sui requisiti occupazionali previsti per le categorie di lavoratori svantaggiati.

Sul fronte operativo, il Dipartimento Tutela della Salute e Azienda Zero hanno comunicato che il progetto ADE, relativo alla dematerializzazione delle cartelle cliniche, procede secondo il cronoprogramma, con scadenza al 31 dicembre 2027. Confermato anche l’avvio dell’integrazione con il Fascicolo Sanitario Elettronico, in collaborazione con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Cassa integrazione e stipendi ridotti: cresce la preoccupazione
Nonostante i chiarimenti amministrativi, rimangono le criticità legate alla tenuta occupazionale. I lavoratori risultano in cassa integrazione da aprile 2026, con un’attività lavorativa ridotta a soli quattro giorni al mese e un ammortizzatore sociale in scadenza il prossimo 31 dicembre. Una condizione particolarmente difficile per i dipendenti con contratti part-time al 50%, pari a venti ore settimanali, le cui retribuzioni sono scese a circa 700 euro mensili.
A destare ulteriori interrogativi è il piano di rilancio presentato da Konecta nell’aprile 2026 al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), in occasione della sottoscrizione della cassa integrazione. Secondo quanto segnalato nell’iniziativa del consigliere, il documento non sarebbe ancora stato reso chiaramente accessibile nei suoi contenuti alle parti sociali, nonostante le ripetute richieste e i solleciti.
Anche le indicazioni emerse dall’Assessorato regionale al Lavoro e dalla Presidenza della Giunta, orientate a un possibile prolungamento della cassa integrazione fino al 2027 per arrivare a una soluzione definitiva, non dissipano le preoccupazioni. A pesare è anche l’accordo di solidarietà difensiva sottoscritto da Konecta e valido a livello nazionale fino al 31 dicembre 2027, con l’obiettivo di scongiurare esuberi strutturali.

De Cicco sollecita un intervento in Consiglio regionale
Il nodo centrale resta il futuro di oltre 700 posti di lavoro, compresi quelli dei dipendenti a tempo determinato per i quali era stata prospettata una stabilizzazione. A rischio, secondo le preoccupazioni espresse nell’iniziativa istituzionale, anche la piena valorizzazione di un investimento strategico da circa 30 milioni di euro, legato alla trasformazione digitale della sanità calabrese.
Per questo viene sollecitato un intervento in Consiglio regionale del Presidente della Giunta e dell’Assessore al Lavoro, affinché venga illustrata con chiarezza la strategia individuata per garantire la continuità occupazionale dei dipendenti Konecta. L’obiettivo è ottenere risposte concrete sul futuro dei lavoratori ex Abramo Customer Care e assicurare un monitoraggio costante sull’attuazione del progetto. L’attività di controllo e verifica istituzionale, viene annunciato, proseguirà anche nei prossimi mesi, affinché le risorse finanziarie e gli investimenti infrastrutturali si traducano in effettive garanzie occupazionali per il territorio.
La documentazione integrale relativa all’interrogazione presentata dal consigliere Francesco De Cicco e alla risposta della Regione Calabria è consultabile sul sito dei Democratici Progressisti Meridionalisti, all’indirizzo www.dpmitalia.it, nella sezione dedicata alle attività politiche.





















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