Calabria
Un nuovo conto intestato alla figlia e movimenti sospetti: scatta il maxi sequestro da oltre un milione
Maxi sequestro: la Guardia di Finanza ha eseguito un provvedimento del Gip nei confronti di un professionista e della figlia, indagati per intestazione fittizia di disponibilità finanziarie

REGGIO CALABRIA – Beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Gip, nei confronti di due soggetti, padre e figlia, indagati per intestazione fittizia di disponibilità finanziarie.
La misura è il risultato di un’indagine condotta dalla Compagnia di Palmi, avviata dopo l’approfondimento di una segnalazione di operazione sospetta antiriciclaggio, che aveva fatto emergere flussi finanziari anomali riconducibili a un professionista.
I trasferimenti di denaro sui conti della figlia
I successivi accertamenti, delegati dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, avrebbero permesso di ricostruire il presunto meccanismo: la figlia del professionista, titolare di conti correnti cointestati con il padre, avrebbe aperto un nuovo rapporto bancario intestato esclusivamente a lei, sul quale sarebbero state trasferite ingenti somme di denaro riconducibili all’attività del genitore e provenienti dal conto condiviso.
Dalle indagini sarebbe emerso, inoltre, che le movimentazioni anomale sarebbero iniziate dopo l’applicazione di misure cautelari personali nei confronti del professionista. I provvedimenti erano stati disposti nell’ambito di due operazioni coordinate dalla Procura ed eseguite nel 2017 e nel 2020, che avevano fatto emergere il coinvolgimento di diversi gruppi e cordate di operatori economici della provincia di Reggio Calabria, ritenuti, secondo l’accusa, contigui ad ambienti malavitosi.
L’ipotesi investigativa: schermare la reale disponibilità del denaro
Secondo l’ipotesi investigativa, i trasferimenti di denaro tra padre e figlia sarebbero stati finalizzati a ostacolare l’individuazione della reale disponibilità delle somme da parte dell’uomo, così da sottrarle alla possibile applicazione di misure di prevenzione di carattere patrimoniale.


















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