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Scontri per lo sgombero di Askatasuna a Torino: tra gli arrestati anche un attivista di Cosenza

Area Urbana

L'INCHIESTA

Scontri per lo sgombero di Askatasuna a Torino: tra gli arrestati anche un attivista di Cosenza

Tra le persone raggiunte dalle misure cautelari per gli scontri del 31 gennaio a Torino c’è anche l’attivista cosentino Ferdinando Gentile. Solidarietà da La Base, Fem-In, movimenti e associazioni del territorio bruzio:

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Askatasuna Torino

TORINO – C’è anche un volto noto dell’attivismo e dell’area urbana di Cosenza tra le persone raggiunte dalle misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti a Torino durante la manifestazione del 31 gennaio scorso, scaturita dalla protesta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Per Ferdinando Gentile, sindacalista e figura di riferimento dei movimenti cosentini, la giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino ha disposto gli arresti domiciliari.

L’inchiesta dopo gli scontro per lo sgombero di Askatasuna

Le misure cautelari sono state eseguite all’alba del 5 novembre dalla Digos della Questura piemontese, guidata dalla dirigente Rita Fabretti, a conclusione di un’articolata attività d’indagine coordinata dal sostituto procuratore Paolo Scafi. Il provvedimento del Gip torinese fa luce sui violenti scontri registrati durante la manifestazione nazionale del 31 gennaio scorso contro lo sgombero di Askatasuna, storico centro sociale situato in corso Regina Margherita 47. L’ordinanza complessiva, che ha coinvolto anche soggetti residenti fuori dal capoluogo piemontese, ha previsto diverse misure restrittive, tra cui la custodia cautelare in carcere, gli arresti domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

askatasuna Torino manifestazione

Figura di spicco nell’area urbana bruzia, Ferdinando Gentile è molto noto per il suo impegno civico e sociale. È un sindacalista e tra i fondatori di Prendocasa Cosenza, il raggruppamento attivo in prima linea sul fronte dell’emergenza abitativa, oltre ad essere parte integrante del collettivo La Base, altra realtà cardine delle lotte e delle vertenze sociali in Calabria.

La solidarietà a Ferdinando Gentile dal territorio cosentino

La notizia dei provvedimenti ha immediatamente suscitato numerose attestazioni di vicinanza e sostegno a Ferdinando Gentile anche da parte di altri attivisti, associazioni e realtà associative e sindacali del territorio cosentino a cominciare proprio da La Base ma anche dalle Fem-in Cosentine in lotta.

“La zelante procura di Torino ha emesso in questi giorni una serie di misure cautelari, tra cui arresti domiciliari e carcere, per colpire e criminalizzare le migliaia di persone che lo scorso gennaio si sono mobilitate dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. È evidente che si tratta di una vera e propria vendetta da parte di un governo che, incapace di dare risposte al Paese reale sul carovita e sulle conseguenze di un’economia di guerra, decide di arginare il dissenso con la repressione. A gennaio, nelle strade di Torino, eravamo oltre 50.000, arrivati da tutta Italia. E c’eravamo anche noi.

“Perché quella mobilitazione era un ulteriore, importante momento di risposta all’attacco contro le lotte sociali, dopo la sollevazione di massa dello scorso autunno per la Palestina e contro il genocidio. Quella giornata ha avuto il merito di essere una tappa necessaria tra il “Blocchiamo tutto” e le proteste che nell’ultimo mese, da Nord a Sud, hanno immobilizzato il Paese, in un’onda lunga di contestazione e opposizione a scelte politiche scellerate. Sfidare Meloni e i suoi tentativi di silenziare il conflitto sociale era e resta urgente e necessario. È l’impegno comune che abbiamo assunto anche in Calabria, contro chi vorrebbe la nostra terra relegata al silenzio, alla povertà e all’emigrazione forzata”.

La Federazione di Cosenza del Partito della Rifondazione Comunista ha espresso pubblicamente la propria vicinanza a tutti i compagni colpiti dalle misure cautelari, puntando l’indice contro la gestione del dissenso: «Siamo di fronte all’ennesimo tentativo di criminalizzare il conflitto sociale e colpire chi non accetta di rassegnarsi alle ingiustizie, alle disuguaglianze e alle politiche di questo governo. Mentre crescono il carovita e la precarietà, si sceglie di rispondere alle domande di giustizia sociale con la repressione».

Un attestato di profonda stima è stato riservato in particolare a Gentile: «Conosciamo bene il valore umano, politico e militante di Ferdinando. Una persona che ha sempre messo generosità e impegno al servizio delle lotte sociali, senza risparmiarsi. A lui vogliamo dire che non è solo: la nostra solidarietà non è una dichiarazione di circostanza, ma una pratica politica concreta».

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