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La storica ferrovia Paola-Cosenza: da San Fili il rilancio del vecchio tracciato. L’idea di un tavolo tecnico tra enti

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LA PROPOSTA

La storica ferrovia Paola-Cosenza: da San Fili il rilancio del vecchio tracciato. L’idea di un tavolo tecnico tra enti

Nel Teatro comunale “F. Gambaro” di San Fili amministratori, tecnici ed esperti si sono confrontati sul futuro della storica linea ferroviaria: l’obiettivo è istituire un tavolo tecnico per trasformare il vecchio tracciato in una risorsa per il turismo lento

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Linea ferroviaria Paola Cosenza2

SAN FILI (CS) –  Il futuro della storica ferrovia Paola-Cosenza, le prospettive di recupero del vecchio tracciato e le opportunità di sviluppo economico e sociale per il territorio sono stati al centro di un importante momento di confronto svoltosi nel Teatro comunale “F. Gambaro” di San Fili. L’incontro, fortemente voluto dalla sindaca Linda Cribari, ha visto la partecipazione di amministratori locali, tecnici, esperti e rappresentanti istituzionali, uniti nella volontà di trasformare una pagina del passato in una concreta opportunità di progettualità futura. L’iniziativa è stata promossa dal Comune di San Fili in sinergia con Svimar, Fremo Calabria e Ferrovie in Calabria, con il supporto organizzativo e culturale di diverse realtà associative e locali.

La storica ferrovia Paola-Cosenza

La ferrovia Paola–Cosenza è stata per decenni il collegamento a binario semplice tra il capoluogo bruzio e la linea tirrenica meridionale, prima che il suo storico tracciato tortuoso e a cremagliera venisse definitivamente dismesso nel 1987 Ideata nel 1905, la linea fu progettata dall’ingegner Domenico Tancioni. Per superare le forti pendenze della catena montuosa costiera (fino al 75 per mille), si optò per uno scartamento normale con sistema a cremagliera di tipo Strub. I lavori, durati dal 1907 al 1911 tra numerose difficoltà geologiche, portarono all’inaugurazione della tratta – lunga circa 35 km e comprensiva delle stazioni di San Lucido Superiore, Falconara Albanese, San Fili e Rende – il 2 agosto 1915.

L’evoluzione tecnologica: Inizialmente l’esercizio fu affidato a locomotive a vapore del Gruppo 980 (e successivamente del Gruppo 981 della Breda) disposte a valle dei convogli per sicurezza, coadiuvate da carrozze-freno. Nel 1937 l’introduzione delle automotrici FIAT ALn 56 (seguite nel 1955 dalle ALn 64.1000) ridusse i tempi di percorrenza a circa 90 minuti, migliorando il comfort dei passeggeri. La dismissione: Dopo decenni di servizio, l’intera linea a cremagliera fu definitivamente chiusa il 28 aprile 1987, lasciando spazio al nuovo tracciato di pianura.

Linea ferroviaria Paola Cosenza

Superare la frammentazione per unire costa e aree interne

Nel corso del pomeriggio culturale – introdotto e coordinato dal sociologo e giornalista Antonio Iapichino – è emersa con forza la necessità di superare una visione frammentata dello sviluppo territoriale. L’obiettivo condiviso è favorire una maggiore integrazione tra la costa tirrenica, l’area urbana di Cosenza e i centri dell’entroterra, contrastando l’isolamento e rendendo il territorio più attrattivo per le giovani generazioni.

La sindaca Linda Cribari ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento, sottolineando l’importanza di mantenere alta l’attenzione su un’infrastruttura che, sebbene fuori esercizio da circa quarant’anni, rappresenta un pezzo fondamentale dell’identità locale. La prima cittadina ha lanciato la proposta concreta di strutturare un tavolo tecnico fra Comuni ed enti sovra-comunali, così da unire le competenze e avviare un percorso condiviso.

Gli interventi istituzionali e il dibattito tecnico

Il dibattito ha registrato contributi di alto profilo da parte del mondo istituzionale e accademico: Filippo Mancuso (vicepresidente della Giunta regionale della Calabria) ha evidenziato l’importanza di valutare la sostenibilità e la finalità prevalentemente turistica dell’opera, confermando la disponibilità a prendere parte al tavolo tecnico, Biagio Faragalli (presidente della Provincia di Cosenza e sindaco di Montalto Uffugo) ha definito l’infrastruttura una grande opportunità turistica, rimarcando la necessità di sottoscrivere un documento unitario tra le istituzioni.

Paola Cosenza linea ferroviaria San Fili dibattito

Pietro Fattori (Fondazione FS) ha espresso pieno sostegno al progetto per la promozione della mobilità lenta e del turismo, Gabriella Mazzulla (Unical) ha ricordato l’importanza del Piano regionale dei trasporti, pur evidenziando alcune criticità strutturali lungo la tratta e la complessità dell’omologazione per i treni passeggeri, confermando comunque il supporto accademico all’idea progettuale, Roberto Galati (presidente Ferrovie in Calabria) ha auspicato, quantomeno come primo passo realizzabile, l’istituzione di una metropolitana fino a San Fili, trovando eco nelle parole del vicesindaco di San Fili Antonio Romeo.

Tra gli interventi si sono susseguiti anche i contributi dei sindaci e amministratori del comprensorio — come Clelio Gelsomino (Rende), Cristian Marchese (San Lucido), Pino Porco (Falconara Albanese) e Salvatore Magarò (Castiglione Cosentino) —, dei rappresentanti di Svimar (Pietro Calabrese, Loris Pellicanò, Michele Laurino, Giacomo Rosa e Virgilio Caivano), del progettista e architetto Francesco Cassano, dell’ingegnere Giuseppe Lo Feudo e del docente Giovanni Tocci.

Verso una rete per il turismo lento

La giornata ha confermato come il vecchio tracciato della Paola-Cosenza non sia soltanto un ricordo d’altri tempi, ma una risorsa potenziale capace di generare valore attraverso il turismo lento e la valorizzazione delle aree interne. L’impegno corale emerso da San Fili punta ora a tradurre le idee in un documento programmatico e in azioni istituzionali concrete.

 

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