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A Feroleto Antico la prima chiesa del Sud intitolata a Papa Wojtyla

FEROLETO ANTICO (CZ) – Fervono i preparativi nella frazione di Cardolo a Feroleto Antico, nel lametino, dove domenica sarĂ intitolata una chiesa, la prima nell’Italia meridionale, a Karol Wojtyla.
L’iniziativa cade proprio nel giorno della canonizzazione dei due Pontefici Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Per arrivare all’intitolazione della chiesa a Giovanni Paolo II e per preparasi alla sua canonizzazione la Diocesi di Lamezia Terme ed il parroco don Antonio Fiozzo, hanno organizzato tre giorni di eventi. Oggi pomeriggio si svolgerĂ la dedicazione dell’altare della chiesa parrocchiale che, prima tra i luoghi di culto del sud Italia, sarĂ dedicata a papa Giovanni Paolo II. Domani invece, sabato 26 aprile, si svolgerĂ una veglia di preghiera per poi arrivare a domenica quando, con la lettura del decreto vescovile, sarĂ suggellata l’intitolazione della chiesa a Papa Wojtyla. I lavori della chiesa sono iniziati sette anni fa e fu proprio durante l’avvio della sua costruzione che i fedeli scrissero al cardinale Stanislaw Dziwisz, chiedendo di poter intitolare l’edificio al Papa polacco. Cosa che potrĂ avvenire adesso dopo la canonizzazione. Dalla Polonia è giunta una reliquia, un frammento di fascia papale di Giovanni Paolo II, che sarĂ accompagnata da un’altra reliquia che giungerĂ in queste ore intrisa del sangue del Papa polacco. Il Vescovo di Lamezia Terme, mons. Luigi Cantafora, ha evidenziato che “la dedicazione dell’altare della nuova Chiesa di Cardolo a Feroleto Antico, che sarĂ intitolata a San Giovanni Paolo II, vede partecipare la comunitĂ diocesana di Lamezia Terme alla festa della Chiesa Universale per la canonizzazione di Papa Woytila. Di Giovanni Paolo II voglio ricordare queste parole ‘Alzatevi, andiamo!’, che è il titolo del suo penultimo libro, ma forse queste parole riassumono anche la bellezza del suo pontificato e il dono della sua santitĂ per la Chiesa intera. Con queste parole ci ha risvegliato da una fede stanca, dal sonno dei discepoli di ieri e di oggi”.




















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