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A Cosenza il filosofo Fusaro per il M5S: ‘uscire dall’euro per riappropriarsi della sovranità democratica’

COSENZA – Un dibattito aperto e partecipato quello organizzato oggi pomeriggio dal Movimento Cinque Stelle, in piazza Kennedy a Cosena, sullo slogan “Fuori dall’Euro”.
A discutere di Euro ed Europa lo scrittore e filosofo Diego Fusaro ma anche Nicola Morra portavoce grillino al Senato. Un occasione per ribadire l’intenzione e la battaglia del movimento guidato da Beppe Grillo per arrivare ad un referendum consultivo sull’uscita dall’Eurozona. Il senatore Morra ha spiegato che “più che anti euro siamo anti ‘eurocrazia’, un sistema che impone una moneta avendo dimenticato c’è la possibilità di far circolare una sola moneta se poi si realizzano le stesse politiche fiscali, le stesse politiche di formazione delle risorse umane e quelle relative al mercato del lavoro in tutta Europa. Noi in questa particolare situazione storica stiamo vivendo una fase in cui l’euro, di fatto, trasferisce valori dai paesi dell’Europa Mediterranea ai paesi dell’Europa centro settentrionale. Pensiamo che questo non sia accettabile per cui rivendichiamo il rispetto di questi nostri paesi che non hanno nulla di meno della Germania, della Danimarca, dell’Olanda…”.
Morra ha poi parlato del ruolo del Movimento 5 stelle all’interno del Parlamento: “noi siamo un gruppo politico che dovrebbe sempre più deistituzionalizzarsi. Il nostro unico compito è entrare e dare informazioni su quello che avviene in Parlamento. Purtroppo la vera battaglia che noi italiani dobbiamo combattere è quella di garantire informazione perché quando i cittadini, quando le persone oneste capiscono cosa avviene all’interno del Parlamento e dei Palazzi ne hanno nauesa. Il nostro compito è di far uscire queste verità che stampa e tv di regime hanno nascosto”.
Il senatore Grillino ha poi espresso il proprio netto giudizio sulla politica del governo Renzi: “E’ il governo delle promesse e degli annunci, cui non segue alcuna realizzazione. Questo governo è quello che ha introdotto la misura per cui il Salva Berlusconi è sempre presente fra le pieghe dei decreti, che vengono presentati al Parlamento. C’è necessità di far sapere tutto questo agli italiani e di restituire loro la possibilità di avere un governo degli onesti”.
Il lavoro sociale sul capitale è il fulcro del pensiero dello scrittore e filosofo Diego Fusaro, ospite del Meetup di Cosenza: “Nonostante i molti mutamenti occorsi in questi anni il conflitto fondamentale continua ad oggi a rimanere quello tra lavoro e capitale e l’Europa dell’euro è una maestosa controrivoluzione con cui il capitale nella forma del capitale finanziario, sta distruggendo i diritti del lavoro e dei popoli. Ragion per cui la lotta in difesa del lavoro e contro il capitale deve oggi determinarsi anche come lotta contro l’Europa della finanza e dell’euro”.
“Oggi i temi di casa e lavoro, un tempo appannaggio della sinistra antagonista degli anni ’70, sono disertati dalle forze politiche che un tempo li avevano presi a cuore. Oggi la sinistra sembra attenta ad altri problemi, diritti civili, la necessità a tutti i costi di stare in Europa. Perciò questi temi abbandonati dalla sinistra e mai presi in considerazione dalla destra, fanno si che non se ne parli più. A mio avviso è necessario ripartire da questi temi abbandonati o come mi piace dire, ripartire da Gramsci e da Marx cioè dalla lotta per l’emancipazione del lavoro e della società contro la reificazione delle merci e del capitale.
Ma allora perché uscire dall’euro? “Per riappropriarsi della sovranità democratica perduta perché l’euro non è solo una moneta come si dice ingenuamente o in cattiva fede. E’ piuttosto un metodo di governo neoliberale con cui è svuotata di senso ogni politica democratica e la ‘decisione’ viene rimandata ad entità anonime e impersonali come i mercati e la finanza. Per cui uscire dall’euro significa riappropriarsi della sovranità democratica e tornare a decidere della nostra vita da cittadini”.
Fusaro, è stato ospite dunque del M5S ma si dice piaccia molto anche a Matteo Salvini della Lega Nord, ma il filosofo precisa: “Personalmente non sono di nessun partito, e con Salvini l’unico punto condiviso è quello dell’euro; poi su tutto il resto non condivido nulla della Lega Nord tra cui, ad esempio, le ultimissime uscite penose sull’islam le trovo indecorose, finanche di un paese civilizzato. Quindi se io piaccio a Salvini, mi spiace dover dire che non vale la reciproca: Salvini non piace a me”.



















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