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Minaccia la madre e incendia divano in casa, ricoverato

PLACANICA (REGGIO CALABRIA) – Un ventiquattrenne di Placanica è stato ricoverato in una struttura psichiatrico-giudiziaria dopo aver minacciato la madre ed incendiato un divano nell’abitazione.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice del tribunale di Locri ed eseguito dai carabinieri. La donna dopo le minacce e le aggressioni è stata costretta a trasferirsi, insieme al figlio minorenne, nella casa della madre. Il ventiquattrenne è stato riconosciuto non in possesso delle sue facoltà mentali. Il provvedimento scaturisce dalle indagini svolte dai Carabinieri della Stazione di Placanica nel reggino. I militari hanno raccolto dapprima la denuncia dalla madre del giovane per i continui maltrattamenti, umiliazioni e minacce subite poi, a distanza di 14 giorni, una seconda denuncia-querela, questa volta sporta nei confronti del giovane da un suo vicino di casa, nella circostanza minacciato, simulando il possesso di un’arma posseduta in una tasca del giubbotto. Infine, 15 giorni fa, a seguito di richiesta pervenuta al 112, i Carabinieri sono intervenuti presso l’abitazione contigua del citato vicino, constatando la forzatura della porta d’ingresso e l’incendio di un divano in stoffa ivi presente, subito spento dai Vigili del Fuoco di Siderno, che ha provocato l’annerimento delle pareti della cucina e del salone. Ricevute le denunce, i Carabinieri hanno subito raccolti ulteriori elementi di riscontro attraverso l’escussione testimoniale e lo svolgimento di indagine dirette, informando dei fatti la Procura della Repubblica di Locri. Di conseguenza, la Dottoressa Rosanna Sgueglia, Sostituto Procuratore della Repubblica assegnataria del relativo fascicolo processuale, ha chiesto al GIP l’applicazione di una idonea misura restrittiva per impedire che il prevenuto ripetesse le proprie condotte violente. Tutti questi elementi, corroborati da una perizia psichiatrica a cui è stato sottoposto il denunciato, hanno portato il GIP di Locri a emettere l’ordinanza di applicazione provvisoria della misura di sicurezza del ricovero in casa di cura e custodia, considerato che lo stesso è stato riconosciuto “non pienamente in possesso delle proprie facoltà mentali nel momento in cui ha commesso i fatti”.



















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