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A Marzo chiuderà la storica sede di Poste Italiane di piazza Crispi (FOTO)

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A Marzo chiuderà la storica sede di Poste Italiane di piazza Crispi (FOTO)

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COSENZA – L’Edificio Regie Poste e Telegrafi di via Rivocati è attivo dal 1927, ma Poste Italiane ha deciso di chiudere la storica filiale cosentina.

I suoi dipendenti saranno ricollocati altrove a partire da Marzo, anche se ad oggi non è dato sapere dove e con quali mansioni. In totale pare che ufficialmente Poste Italiane per ridurre i propri costi abbia deciso di chiudere in Calabria 25 sedi e razionalizzarne (fornendo il servizio a giorni alterni o solo quattro ore al giorno) 35. Nel cosentino sembrerebbe che a chiudere battenti oltre alla succursale 3, quella di piazza Crispi, saranno le sedi di Ioggi ed Acquappesa, mentre i servizi verrebbero dimezzati nei Comuni di Alessandria del Carretto, Destro, Laino Castello, Montegiordano, Nocara, Pietrapaola, Terravecchia, Belsito, Cellara, Cervicati, Domanico, Guardia Piemontese, Longobardi, Panettieri, Paerno Calabro, Pedivigliano, San Pietro in Amantea e Santa Maria Le Grotte.

 

“Si complica la vita ai cittadini, – tuona un anziano in coda – questa sede è ottima per parcheggiare. Anche se i tempi di attesa sono lunghissimi e nessuno si preoccupa di un uomo di 87 anni come me che sta in fila per ore. Non ci considerano affatto”. “Veniamo qua da oltre vent’anni – afferma una coppia – qui ritiriamo la pensione, sono lenti, ma per noi è comodo venire qui. In altri posti è peggio alla centrale è un inferno non c’è neanche un posto per sedersi ed aspettare”. “Fanno bene – sostiene un uomo di mezza età innervosito dai lunghi tempi di attesa – così imparano a lavorare. Non è possibile aspettare tre ore per pagare un bollettino. Ogni giorno ci sono litigi. La sede è perfetta, ma dovrebbe essere gestita in modo diverso”. La direttrice della sede, dopo un po’ d’attesa, viene rintracciata da una collega, ma in merito alla chiusura della filiale non intende proferire parola, mentre i dipendenti nella oggi hanno chiuso gli sportelli e si sono riuniti in un’assemblea sindacale per discutere sulle azioni da intraprendere per scongiurare licenziamenti e trasferimenti. 

 

A soffrire del provvedimento di Poste Italiane, contro il quale si è già espressa la Giunta Regionale saranno gli anziani e i residenti dei Comuni dell’entroterra. “Chi vive, ad esempio, a Ioggi – afferma Daniele Carchidi della CGIL – e non ha un’automobile come fa a pagare le bollette? I residenti dell’entroterra saranno i più penalizzati e non è giusto. L’obiettivo di Poste Italiane è quello di fare business ignorando il pubblico servizio che è obbligata a fornire agli utenti. Mira al guadagno sulle spalle dei cittadini e dei lavoratori sul cui futuro l’azienda ancora non ha inteso informarci“. Qualora Poste Italiane dovesse mantenere salda la propria decisione, per i cosentini non sarà più possibile attendere in coda godendo della stupenda architettura neoclassica del salone che ospita gli sportelli degli uffici di piazza Crispi. Nè smorzare l’attesa ascoltando lo scorrere delle acque del Crati.

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