Archivio Storico News
Migranti comunicano il proprio rientro: presidente SPRAR chiude alloggi, sede e chiama i carabinieri

ACQUAFORMOSA (CS) – Provvidenziale l’intervento del sindaco e del Prefetto di Cosenza che hanno provveduto a ricollocare le persone in altre strutture.
Dieci migranti, alcuni dei quali di nazionalità nigeriana, ospitati dallo SPAR di Acquaformosa erano stati trasferiti, per motivi burocratici legati alla decorrenza dei termini per l’accoglienza, ad Aprigliano. Nella presila si sono ritrovati a dormire all’interno di un ex albergo dismesso, molto distante dal centro abitato, con un metro di neve e delle stanze gelate. Dopo un paio di giorni hanno immediatamente comunicato alle autorità ed alla presidente dell’associazione Don Vincenzo Matrangolo, Domenica Laffusa, che gestisce il progetto SPRAR ad Acquaformosa e Cerzeto, di voler rientrare nelle abitazioni che occupavano in precedenza. Arrivati ad Acquaformosa, però, avrebbero trovato le case sigillate e la sede chiusa. Conoscendo l’indirizzo del domicilio della presidentessa la avrebbero quindi raggiunta per chiedere spiegazioni e capire dove sistemarsi per la notte. La donna invece di fornire risposte avrebbe sollecitato l’intervento dei carabinieri per allontanare i migranti. Sul posto si è subito recato il sindaco, Gennaro Capparelli. “Appena sono arrivato ho visto i migranti circondati dai carabinieri. Non sapevamo dove fargli trascorrere la notte, – afferma il primo cittadino – in più non c’era nessun estremo per l’arresto perchè avevano solo parzialmente danneggiato la porta.
Il vicesindaco Manoccio ha personalmente accompagnato con la propria auto quattro di loro a Cerzeto, mentre gli altri ho provveduto a farli sistemare in un appartamento vicino casa mia per una notte. La mattina successiva, ovvero Sabato, insieme al Prefetto abbiamo trovato dei posti per loro a Sant’Agata d’Esaro e la soluzione è stata accolta di buon grado”. L’associazione Don Vincenzo Matrangolo pare riceva circa mille euro al mese per ogni persona ospitata nelle strutture di proprietà del Comune. E la loro presenza come testimonia anche il sindaco Capparelli pare abbia scongiurato diversi problemi in paese legati allo spopolamento. “Grazie alla presenza di circa 40 migrantii – afferma il primo cittadino – alcune scuole elementari non sono state trasferite, quest’anno ho evitato la formazione di una pluriclasse negli istituti medi, in più un fruttivendolo ha scongiurato la chiusura, 23 persone lavorano nello SPRAR ed uno dei fornitori del centro, anche se i saldi dei pagamenti arrivano dopo 12 mesi, riesce a sopravvivere”. Laffusa sull’episodio in questione ha confermato che i trasferimenti sono avvenuti in maniera pacifica ed in base alle direttive, ma non intende rivelare se ha sporto denuncia nè ”rilasciare alcun tipo di dichiarazione sui fatti accaduti”.
A seguito della pubblicazione dell’articolo la presidente dell’associazione Don Vincenzo Matrangolo, l’avvocato Domenica Laffusa ha inteso precisare che ”la porta dell’abitazione è stata gravemente e non parzialmente danneggiata, mentre mia madre urlava terrorizzata dai ragazzi che bussavano e la vicina li ha distratti urlando a sua volta”. Sul perchè i migranti, pur avendo avvisato l’ente, si siano trovati con gli appartamenti e la sede chiusa ha risposto ”è la nostra prassi. Il progetto d’accoglienza ormai è chiuso (anche se sarebbe prorogabile ndr). Ho sempre agito nell’interesse dei migranti. Quelle sul mio conto sono tutte falsità per infangare il mio nome. Questi ragazzi potrei metterli nei guai, se dovessi denunciarli potrebbero avere dei problemi con il rilascio dei documenti“.



















Social