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Turni massacranti e contratti irregolari dietro la morte dell’operaio morto sull’A3

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Turni massacranti e contratti irregolari dietro la morte dell’operaio morto sull’A3

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MORMANNO (CS) – La denuncia dei retroscena sulla morte del venticinquenne nel cantiere del terzo macrolotto della Salerno – Reggio Calabria.

Il Consiglio comunale di Mormanno si è riunito ieri per discutere dell’incidente sul lavoro avvenuto sull’autostrada A3 nel quale è morto l’operaio Adrian Miholca. Al Consiglio comunale, convocato dal sindaco Guglielmo Armentano, erano assenti i rappresentanti dell’Anas e dell’Italsarc. Il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Mimmo Pappaterra, ha evidenziato che “noi abbiamo chiesto all’Anas una serie di misure di compensazione per il territorio, tra cui una viabilità alternativa e la piattaforma per l’elisoccorso, ma ad oggi ancora nulla”. Antonio Di Franco della Fillea-Cgil ha denunciato come “da tempo abbiamo segnalato una turnazione eccessiva e delle irregolarità nei contratti.

 

 

Abbiamo richiesto la convocazione del tavolo di monitoraggio come previsto dal protocollo di intesa firmato tra Prefettura, Anas, Italsarc e sindacati a dicembre del 2013. Da allora, però, non ci siamo mai riuniti, nè c’è mai stato il sopralluogo in orario di cantiere chiesto ad ottobre per verificare i flussi di manodopera e il rispetto dei contratti”. Sono almeno quattro, di cui tre mortali gli incidenti sul lavoro registratisi in meno di un anno sui cantieri della Salerno Reggio Calabria. Intanto il tratto dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, tra gli svincoli di Laino Borgo e Mormanno, dove si è verificato l’incidente resta chiuso a causa del sequestro del viadotto “Italia” da parte della magistratura. L‘Anas ha quindi individuato percorsi alternativi, differenziati per il traffico pesante e leggero (e che riguardando anche la viabilità in Basilicata), e presidi fissi agli svincoli, poiché “non sono prevedibili i tempi di riapertura del tratto”.

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