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Contratti finti tra calciatori e società, tutti alla sbarra tranne il dirigente del Catanzaro FC

CATANZARO – Giuseppe Soluri, attualmente presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Calabria, è l’unico indagato non rinviato a giudizio.
Sono stati rinviati a giudizio sei dei sette indagati coinvolti nell’inchiesta-bis sui presunti contratti fittizi sottoscritti tra i calciatori e la società di calcio Fc Catanzaro, fallita negli anni scorsi. Dopo aver stralciato la posizione dell’allora dirigente della società Giuseppe Soluri (per il quale è stata disposta l’audizione di un altro teste Nazario Sauro) il giudice dell’udienza preliminare, Pietro Scuteri, ha mandato al processo gli altri imputati: l’ex amministratore unico della società Antonio Aiello; l’ex direttore sportivo Mpasinkatu Kemalandu Malu’, l’ex allenatore Ze Maria e il suo vice Vito Filippo Di Pierro, e i calciatori Izia Mabundu Ngadrira e Juan Jose’ Martinez, per i quali il processo avra’ inizio il 7 luglio dinnanzi al tribunale del capoluogo. Per quanto riguarda Soluri, l’audizione si terrà il 22 aprile.
Nel procedimento è costituita parte civile la società che attualmente guida la squadra del capoluogo, nel cui interesse l’avvocato Sabrina Rondinelli ha chiesto un milione di euro di risarcimento. Alle sette persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio il sostituto procuratore di Catanzaro, Domenico Guarascio, ha contestato la bancarotta fraudolenta a conclusione delle indagini condotte dalla Guardia di finanza, che già aveva portato avanti le investigazioni in una prima tranche d’inchiesta nell’ambito della quale sono stati rinviati a giudizio 13 ex calciatori e due ex dirigenti della società ed il processo è ancora in corso. Entrambi i filoni investigativi hanno riguardato i contratti stipulati all’epoca dai calciatori, e ritenuti dall’accusa particolarmente onerosi visto anche che era già nota a tutti la situazione di dissesto della società. Nella seconda tranche sono stati presi in esame i contratti stipulati al termine della stagione calcistica 2009/2010 che prevedevano un miglioramento delle condizioni economiche d’ingaggio e, secondo gli inquirenti, hanno contribuito a determinare il dissesto irreversibile della “Fc Catanzaro”.



















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