Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

(LE FOTO) A Catanzaro è far west: incendio distrugge il ‘Sunrise’, il più noto ristorante lido della città

Archivio Storico News

(LE FOTO) A Catanzaro è far west: incendio distrugge il ‘Sunrise’, il più noto ristorante lido della città

Pubblicato

il

92c35b4d6383aa31b8b5f17967677d35

CATANZARO – Aumenta di giorno in giorno la scia di episodi criminosi nella città capoluogo.

Un incendio, forse di origine dolosa, ha distrutto un ristorante-lido balneare nel quartiere marinaro di Catanzaro, in località Giovino. I vigili del fuoco hanno spento le fiamme che avvolgevano la veranda esterna dell’edificio in legno di circa 100 metri quadrati, oramai completamente distrutta. L’intervento ha limitato i danni al locale adibito a cucina. L’area è stata posta sotto sequestro. Gli investigatori propendono per l’origine dolosa delle fiamme.

 

“Non lasceremo sola la famiglia Stillo” ha affermato il sindaco Sergio Abramo che in mattinata si è recato a Giovino, sede dello stabilimento balneare “Sunrise”, dove ha incontrato il titolare Mimmo Stillo, rendendosi personalmente conto dell’entità dei danni prodotti dall’incendio. Il Comune, è scritto in una nota, aiuterà la famiglia Stillo a ricostruire lo stabilimento balneare e il ristorante andati a fuoco all’alba di ieri, a prescindere dalla natura dolosa o meno dell’accaduto. Già nella giornata di oggi, a Palazzo De Nobili saranno studiate concrete iniziative per sostenere lo sforzo che gli imprenditori produrranno per fare risorgere in tempi brevissimi una delle più conosciute ed apprezzate attività turistico-ricettive del Capoluogo. In mattinata il sindaco accompagnerà gli imprenditori colpiti dall’incendio dal Prefetto Latella.

 

“Pino Soriero e tutti gli amici dell’Associazione Il Campo esprimono solidarietà e vicinanza a Mimmo Stillo, a suo figlio Nicola, a tutta la loro famiglia, per il grave episodio di violenza che ha danneggiato una parte del lido Sunrise, bello, moderno e molto accogliente, una delle esperienze più avanzate che qualificano la fascia marina dello Jonio”. E’ quanto si legge in una nota dell’associazione. “L’incendio – prosegue – è un ulteriore episodio delittuoso che si aggiunge agli altri atti pericolosi avvenuti di recente a Catanzaro, ormai preda di bande criminali. Chiediamo al Governo, alla Regione e alla Provincia, assieme al Comune, di sostenere subito tutti gli imprenditori colpiti, contrastando non solo la criminalità, ma la rassegnazione e la paura. A tutte le forze dello Stato chiediamo un salto di qualità eccezionale nell’azione investigativa, di prevenzione e di contrasto. L’Associazione fa appello ai Sindacati, agli Imprenditori, alle altre associazioni culturali, civili e religiose perché subito si dispieghi una mobilitazione ampia e unitaria tale da contrastare la violenza, incoraggiare l’imprenditoria sana e meritoria, tutelare la sicurezza e la convivenza civile”.

 

“Esprimo la mia solidarietà all’imprenditore Mimmo Stillo per il grave incendio che ha distrutto il suo locale”. Lo afferma Wanda Ferro. “L’ho sentito telefonicamente – prosegue – per dargli il mio incoraggiamento, e mi ha molto colpito, pur in un momento così doloroso per l’intera sua famiglia, la sua forte determinazione a mettersi subito al lavoro per rimettere in piedi, con maggiori stimoli, una delle attività di eccellenza del nostro territorio. Auspico che gli organi inquirenti facciano piena luce sulla vicenda e, qualora a seguito delle indagini la natura del rogo si confermasse dolosa, si tratterebbe dell’ennesimo inquietante episodio criminale ai danni di imprenditori che in questo territorio cercano di costruire, con grandi sacrifici e nel rispetto delle regole, realtà aziendali capaci di creare economia e occupazione. Dico ancora una volta che la legalità e la sicurezza sul territorio possono realizzarsi se tutta la comunità civile reagisce contro le logiche criminali della violenza e della sopraffazione. Serve una presa di coscienza del governo nazionale, che si traduca in provvedimenti concreti a difesa della sicurezza del territorio, che ha bisogno non di proclami, ma di uomini, strumenti e risorse per contrastare in maniera efficace la criminalità”.

 

“Una grande scrittrice di gialli amava ripetere che un indizio è solo un indizio e due indizi continuano ad essere solo due indizi, ma tre indizi fanno una prova. Potremmo dire, dunque, che una bomba può essere considerata solo una bomba ma non prova del radicamento della delinquenza organizzata e della sua volontà di dominio e che finanche due bombe possono essere considerate soltanto come due bombe, ma tre bombe sono la prova della presenza della Mafia, quella con la M maiuscola, che vampirizza la libertà, che prosciuga le anime”. Lo afferma il coordinamento di Catanzaro di Libera. “La Mafia – prosegue – è arrivata dentro Catanzaro e la vuole conquistare. Va spazzata via subito. Perché o liberiamo Catanzaro immediatamente o avremo perso per sempre, avremo perso un pezzo della nostra libertà e un pezzo della libertà dei nostri figli. La prima cosa è non voltarsi dall’altra parte, la seconda non sminuire quello che accade, la terza non abituarsi, la quarta reagire, la quinta vincere. E’ venuto il momento di dare un segno, di scendere in piazza, di esserci: per Catanzaro e contro la Mafia. Il Coordinamento di Libera Catanzaro invita tutta la cittadinanza, la chiesa catanzarese, le scuole, i rappresentanti istituzionali, le associazioni di categoria e quelle sindacali a mobilitarsi contro la mafia, insieme alle vittime degli ultimi atti di violenza e a riprendersi Catanzaro, partecipando alla manifestazione che si terrà venerdì 24 aprile alle 18.00“.

 

 

“Sdegno e profondo sconcerto”. Lo afferma Carmelo Cosentino, presidente dell’associazione “La Calabria in Cammino”. “Un attacco al cuore della dignità della Calabria – prosegue – e di tanti imprenditori che con coraggio tentano di costruire il futuro proprio e quello di altri in una regione difficile. Se ve ne fosse bisogno, un altro degli interminabili segnali per far capire chi, come e cosa ‘comanda’ in questa Regione; quasi a voler ribadire che non esistono Istituzioni a nessun livello capaci di contrastare l’assoluto strapotere di chi ha fatto dell’illecito, della minaccia, della prevaricazione e dell’arricchimento facile e veloce sulle spalle della gente onesta, il proprio stile di vita. Noi calabresi non possiamo e non dobbiamo lasciare ancora in mano a questa cultura dell’ illegalità il destino nostro ed il futuro dei nostri figli”. 

 

Incendio Lido CZ 05

 

“E’ trascorsa una settimana e siamo ancora qui a dare la giusta solidarietà ad un imprenditore che ha subito un vile attentato intimidatorio. E poi? Ci sono state riunioni, comunicati stampa, alcune strumentalizzazioni che non hanno nessun fondamento pratico. E poi? Nulla più”. Lo afferma il consigliere comunale Sergio Costanzo. “Nulla più – prosegue – perché mentre c’è chi manda messaggi, chi pensa a litigare su quante telecamere siano necessarie (a proposito tutti gli episodi sono accaduti accanto a luoghi dove le telecamere, private, ci sono e funzionano), quelle che esistono si consumano poiché dal 2006 non si è mai pensato ad un appalto per la manutenzione e i magistrati continuano ad essere 4 che lavorano su 4 province”.

 

Incendio Lido CZ 02

 

Incendio Lido CZ 04

 

Incendio Lido CZ 06

 

Incendio Lido CZ 03

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social