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La processionaria del pino. Risponde il veterinario: ‘una minaccia mortale per il cane, un pericolo per gli uomini’

COSENZA – Massima attenzione in questo periodo dell’anno alle pinete presenti numerosissime in Calabria sopratutto tra Sila, Pollino, Aspromonte ed in generale nei boschi. Un pericolo letale per i nostri amici a 4 zampe. Ma la processionaria è dannosa anche per gli esserei umani? E come comportarsi con i cani? Lo abbiamo chiesto al veterinario
Stiamo parlando della cosiddetta ‘processionaria‘, un insetto, o meglio un lepidottero che ha un nome scientifico impronunciabile ovvero Thaumetopoea pityocampa. Si chiama processionaria perchè la forma larvale, che è quella che crea problemi alla salute sia dell’uomo ma particolarmente ai cani, vede appunto queste larve muoversi in fila indiana, appunto in ‘processione’. L’adulto della processionaria è una falena di circa 4-5 cm che parassita e porta alla morte gli alberi. Le larve della processionaria nel periodo da marzo a fine maggio, tessono il bozzolo sugli alberi ma anche sui terreni circostanti e sono visibili in una struttura biancastra con dentro i bruchi. Nei mesi di luglio e agosto, schiudono e viene fuori l’insetto adulto.
Il problema è che questi bruchi sono rivestiti da una peluria bianca velenosa ed ha un effetto urticante per l’uomo e addirittura letale per i nostri amici a 4 zampe. Su questo argomento e sulle conseguenze della processionaria per i nostri amati amici abbiamo sentito il dottor Antonio Garofalo, affermato medico veterinario di Rende: “I peli urticanti dell’insetto allo stato larvale sono velenosi; nell’uomo così come nell’animale possono provocare una grave reazione allergica. Nell’uomo si possono avere problemi respiratori, irritazioni cutanee congiuntiviti. Per il cane è ancora più rischioso perché i cani avendo per istinto il vizio di esplorare con il naso e con la bocca; se viene a contatto con questo bruco addirittura a volte lo mettono in bocca, si verificano intanto reazioni allergiche immediate fino ad arrivare al soffocamento“. Se il cane ingerisce un bruco cosa succede? “le conseguenze sono assai pericolose in quanto si verifica subito l’infiammazione delle mucose della bocca e dell’intestino accompagnata da sintomi quali salivazione, vomito, dolore addominale.
Il primo sintomo è l’improvvisa e intensa salivazione, scialorrea, provocata dal violento processo infiammatorio principalmente a carico della bocca che si estende anche alla lingua facendola gonfiare. I peli urticanti, entrando in contatto con la lingua, causano una distruzione del tessuto cellulare: il danno può essere talmente grave da provocare processi di necrosi con la conseguente perdita di porzioni di lingua“.
Cosa può fare il padrone in caso di contatto con questo bruco? “La prima cura da apportare può essere quella di somministrare del cortisone (anche il bentelan) e portare immediatamente il cane dal veterinario in quanto il passaggio successivo è quello di una esplorazione e pulizia del cavo orale che in questi casi, a causa del dolore e anche perché potrebbe essere impaurito non si lascerebbe toccare, dovrà essere fatta in anestesia”. Il dottor Garofalo dunque, mette in guardia sottolineando che una vera e propria prevenzione non c’è: “Si dovrebbe semplicemente cercare di evitare di portare il proprio animale nel periodo da marzo a maggio, a passeggio nelle pinete e nei boschi, in quanto non ci sono nè vaccini nè antiparassitari efficaci. Evitare il contatto con l’insetto è l’unica modalità di prevenzione. E poi è bene guardare sempre su pini, querce, ricordandosi che i nidi della processionaria non stanno solo sugli alberi ma anche sul terreno circostante“.
SUL PERICOLO DELLA PROCESSIONARIA, NON PERDETEVI ALLE 9.30 DOMANI MATTINA, SU RLB RADIO ATTIVA, L’INTERVISTA COMPLETA AL DOTTOR ANTONIO GAROFALO



















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