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Clinica Misasi, Morrone accusa l’Inps di abusi perpetrati a danni dei lavoratori

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Clinica Misasi, Morrone accusa l’Inps di abusi perpetrati a danni dei lavoratori

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COSENZA – La struttura sanitaria alle porte del centro storico di Cosenza conta circa 80 dipendenti per 60 posti letto di riabilitazione e lungodegenza. 

La dirigenza, viste le polemiche sorte negli ultimi giorni, intende precisare quale sia la situazione economica attuale della San Bartolo srl in un’intervista in esclusiva rilasciata da Marco Morrrone ai microfoni QuiCosenza dopo una visita tra i corridoi della Casa di Cura Misasi di piazza Crispi. “E’ una delle due cliniche della società San Bartolo srl di cui fa parte anche la famiglia Morrone che, insieme alla RSA di Mendicino danno lavoro a circa 145 dipendenti. Nell’ultimo quinquennio – spiega Marco Morrone – la situazione finanziaria della società è stata fortemente penalizzata da riduzioni continue, senza alcun giustificato motivo, dei budget della Regione Calabria. Tale riduzione di budget non è generalizzata per tutta la sanità privata calabrese, ma è stato effettuato a vantaggio di altre province e di alcune strutture privilegiate che hanno invece ottenuto incremento di budget. Nonostante ciò la San Bartolo, conscia della sua responsabilità sociale nei confronti dei dipendenti e delle loro famiglie, ha mantenuto negli anni i propri livelli occupazionali fina ad accumulare una situazione economica non più sostenibile.

 

Per tale motivo la struttura sanitaria, dopo un anno e mezzo di strenue trattative, ha raggiunto un accordo con le sigle sindacali maggiormente rappresentative dei lavoratori che hanno sottoscritto un contratto integrativa aziendale così detto “di prossimità” ai sensi dell’art. 8 della legge 148/2011. L’applicazione di tale contratto consente un risparmio sul costo del lavoro senza intaccare i diritti dei lavoratori e senza eccessive penalizzazioni di natura economica. In questo modo è stato possibile mantenere i livelli occupazionali scongiurando il licenziamento di 35 unità lavorative. Le sigle sindacali minoritarie fra cui la CGIL hanno contestato la scelta approvata democraticamente dimostrando di non accettare di essere messa in minoranza e di volere prevaricare ad ogni costo. Le uniche proposte giunte dalle altre sigle sindacali – continua Morrone – erano estremamente penalizzanti per i lavoratori come le soluzioni trovate con la nuova proprietà della clinica Sacro Cuore che prevede 35 licenziamenti. Stranamente questi imprenditori vengono elogiati dalla CGIL mentre vengono criticate le aziende che vogliono salvaguardare i posti di lavoro.

 

Comunque dopo circa un anno di amministrazione controllata a seguito della presentazione di domanda di concordato preventivo in continuità, l’azienda ha raggiunto un equilibrio finanziario corrente con l’accantonamento di alcune somme che consentiranno, con il passare del tempo di attuare il piano concordatario proposto di arrivare al totale annullamento dei debiti pregressi e ritornare ad una normale e sana gestione economica. Purtroppo questa opera di risanamento aziendale e di salvaguardia dei posti di lavoro rischia di essere vanificata dall’assurdo atteggiamento dell’INPS che, invece di svolgere un ruolo positivo e di collaborazione con l’azienda a vantaggio dei lavoratori i cui interessi dovrebbe per statuto perseguire, ha pensato bene di ostacolare in tutti i modi l’azienda negando il rilascio del DURC (documento di regolarità contributiva) e quindi rendendo di fatto impossibile alla stessa di incassare crediti maturati presso l’ASP di Cosenza per circa un milione e mezzo di euro e di conseguenza di far fronte agli stipendi ed alla richiesta di altri fornitori. La posizione assunta dall’INPS è totalmente illegale ed in palese violazione delle norme che regolano le procedure concordatarie e fallimentari tanto è vero che è stato necessario l’intervento del Prefetto di Cosenza ed è stato necessario presentare un’interrogazione parlamentare per tentare di ripristinare lo stato di diritto.

 

L’INPS sta tentando di prevaricare e di abusare del suo potere di rilascio del DURC con l’imposizione estorsiva di condizioni a lei favorevoli nell’ambito del piano proposto nel concordato preventivo al di sopra di qualunque norma di legge. Ciò è stato anche conclamato in una recente sentenze del giudice del lavoro del Tribunale di Cosenza che confuta tutte le tesi difensive dell’INPS che ancora resiste a rilasciare quanto di suo dovere. La San Bartolo srl resta comunque fiduciosa – conclude Morrone – che alla fine la legge sarà fatta rispettare e si troveranno le soluzioni per garantire un futuro tranquillo ai propri dipendenti ed un servizio sanitario sempre più qualificato per i pazienti che vivono sul territorio cosentino”. Nelle prossime settimane si manterrà alta l’attenzione all’evoluzione della vicenda che vede coinvolte cliniche, ASP, sindacati ed INPS nonchè una delle famiglie cosentine più in vista. 

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