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L’autostrada resta chiusa, il prefetto Tomao convoca un incontro

La chiusura del viadotto Italia, sta creando non pochi disagi agli automobilisti e la riapertura sembra essere un miraggio la riapertura in tempi stretti, soprattutto in vista della stagione estiva.
COSENZA – L’esodo estivo, potrebbe determinare situazione drammatiche dal punto di vista della viabilità e della mole di traffico che si andrebbe a creare. Per questo motivo il prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao, ha convocato per domani pomeriggio una riunione sulla situazione in cui versa l’A3 chiusa a seguito al crollo di una campata del viadotto Italia. La riunione è stata fissata dopo la richiesta dei deputati Stefania Covello, Responsabile Nazionale Pd per il Mezzogiorno ed Ernesto Magorno, segretario regionale del Partito Democratico e all’incontro sono stati invitati i vertici del Compartimento Anas, i sindaci dei comuni interessati e i parlamentari calabresi del Partito Democratico. Al centro della discussione le criticità presenti nonché quelle in vista dell’imminente stagione estiva e delle ripercussioni che il collasso infrastrutturale dell’autostrada sta determinando su tutto il sistema economico territoriale. Dall’incontro, potrebbero arrivare una serie di soluzioni da sottoporre al governo che, con il Ministro Delrio, sta costantemente monitorando la situazione.
Nei giorni scorsi a sollevare nuovamente l’allarme sulle conseguenze che la chiusura determina per il sistema economico e turistico calabrese, era stata la Cgil calabrese e quella comprensoriale Pollino Sibaritide Tirreno: “Ciò che sta emergendo sui tempi del ripristino del viadotto Italia è la conferma di quanto noi insieme ai Comuni e al Parco del Pollino avevamo da tempo denunciato e ribadito, infine anche con la manifestazione del Primo maggio”. “Non sarà facile né semplice – scrive il sindacato – ripristinare nell’immediato il viadotto. Le preoccupazioni della Procura e dei suoi tecnici hanno sfatato l’illusione dell’Anas, del Governo e anche del presidente della Regione che tutto potesse tornare alla normalità nel breve periodo e che bisognasse scontare solo qualche disagio e in tempi veloci. Essersi fidati dell’Anas da parte del Governo e del presidente della Regione Oliverio è stato un errore grave, così come lo è stato non avere ascoltato le voci delle istituzioni locali e del sindacato che davano una valutazione dei fatti completamente diversa. Dopo le ultime esternazioni della Procura, è tutto più evidente. Salterà l’estate con gravi danni per le merci, per la mobilità e per il turismo calabrese, come le associazioni imprenditoriali stanno denunciando da tempo, ma quel che più ci preoccupa e che ancora non emerge con certezza da parte dei tecnici riguarda la stabilità del viadotto e la sua sicurezza. E’ evidente che siamo in un contesto completamente diverso, e che non è facile intervenire ora avendo perso due mesi di tempo. Il Governo non sa che pesci prendere e il ministro Delrio è impegnato in altre faccende. L’isolamento della Calabria e della Sicilia non sono purtroppo una sua priorità. Oliverio si è fidato delle dichiarazioni dell’ ex presidente Ciucci e ora si trova a registrare una situazione non prevista e di cui in parte porta le responsabilità”. Oliverio, a dire della Cgil, “in attesa del ‘mitico’ incontro richiesto da Delrio, ha il dovere di convocare urgentemente i tecnici, le associazioni imprenditoriali e le parti sociali per fare il punto sulla situazione e vedere quali misure alternative mettere in campo. In assenza di ciò si assume una grave responsabilità politica. Le soluzioni mitigatrici degli effetti negativi vi erano e ci sono, basta sapere ascoltare il territorio e i suggerimenti che vengono dai Comuni e dal Parco del Pollino e chiamare alle proprie responsabilità il Governo e il ministro Delrio. Se ci si vuol mettere la coscienza a posto e far vedere che si fa qualcosa, è bene si battano i pugni nei confronti del Governo e del ministro per arrivare a risultati utili. Da parte nostra ci attiveremo con le istituzioni locali per concordare un programma di iniziative comuni oltre a quelle già previste e annunciate”.



















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