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Cosenza esulta per la vittoria di Padre Fedele: si chiede che torni a celebrare la messa

Cittadini e rappresentati delle istituzioni cosentine gioiscono per l’esito positivo del processo su Padre Fedele durato 9 lunghi anni
COSENZA – “Sono sinceramente contento di apprendere che padre Fedele Bisceglia sia stato assolto nel processo di appello di secondo grado che lo vedeva imputato, dopo che la Cassazione aveva già annullato la precedente condanna”. Lo afferma Mario Occhiuto, sindaco della città dove la notizia di assoluzione “perché il fatto non sussiste” ha scatenato un’ondata di soddisfazione. “Non abbiamo mai dimenticato le tante buone opere che Fedele ha prodotto a Cosenza – continua Occhiuto – dedicandosi ai poveri, agli emarginati, agli ultimi. Di tutte queste opere rimangono segni tangibili e siamo pertanto felici che oggi, dopo una lunga e dura battaglia legale, il frate abbia potuto dimostrare la propria innocenza”.
Il leader del Movimento Diritti Civili, Franco Corbelli, ringrazia “i giudici che hanno scritto una pagina di giustizia esemplare che fa onore alla magistratura del nostro Paese”, ed esprime tutta la sua gioia ricordando “di aver sempre ininterrottamente, dal momento del suo arresto, difeso il frate missionario in questi nove anni e mezzo”. Chiede adesso che “a Padre Fedele venga di nuovo consentito da Papa Francesco l’esercizio del ministero sacerdotale (che gli era stato tolto) e gli venga permesso di celebrare messa come è suo grande desiderio. Esprimo tutta la mia gioia per l’assoluzione di Padre Fedele – aggiunge Corbelli – e ringrazio i giudici della Corte di Appello di Catanzaro che con la sentenza esemplare di oggi hanno, come al solito, scritto una importante pagina di giustizia e hanno onorato la magistratura del nostro Paese. Lo dico con grande rispetto della suora, che lo accusava, e dei magistrati e giudici che avevano sino ad oggi giudicato (e condannato) Padre Fedele. Sono stato tra i pochissimi ad avere sempre e ininterrottamente difeso Padre Fedele in questi 9 anni e mezzo, dal momento del suo arresto, il 23 gennaio 2006″.
Sono andato a manifestare davanti al convento di Belvedere dov’era agli arresti domiciliari. Lo sentivo e volevo andare a trovarlo quand’era confinato in Corsica. Per toglierlo dal carcere ero pronto a candidarlo, nel 2006, al Senato, a Cosenza, con la lista Diritti Civili. E’ stata questa per Padre Fedele la battaglia piu’ lunga delle mille da me condotte in oltre 30 anni. L’ho difeso, gli sono stato sempre vicino e l’ho aiutato per la sua opera umanitaria: negli ultimi 4 mesi dello scorso anno in tre diverse occasioni ho acquistato e regalato a Padre Fedele per la sua struttura, che ha creato insieme a Giovanni Valentino, Il Paradiso dei poveri, quintali di prodotti alimentari e un carico di vestiti. Sono molto legato a Padre Fedele , con il quale 30 anni fa, nel lontano 1985, ho iniziato il mio impegno umanitario, promuovendo insieme a lui le prime campagne umanitarie e raccolta di aiuti per l’Africa”.
Un lucido rammarico, invece, un disincantato sgomento, coglie il Centro contro la violenza alle donne Roberta Lanzino, alla lettura della sentenza emessa oggi a Catanzaro. L’assoluzione di Bisceglie si conferma come una tappa, fra le tante, del difficile percorso che le donne che denunciano sono costrette a subire nelle aule dei tribunali. ”Nel nostro centro abbiamo accompagnato e sostenuto le donne che hanno denunciato le violenze subite, anche nelle fasi processuali, con la consapevolezza che, nel corso di queste fasi, gli ostacoli, la credibilità e le difficoltà potevano essere compensate e riscattate, e i nodi divenire più duri da sciogliere. Da oggi attendiamo le motivazioni della sentenza di assoluzione, continuando ad affiancare le donne che hanno avuto il coraggio di affidarsi alla giustizia ma anche quelle che questo coraggio non ce l’hanno. Come donne e operatrici di un centro antiviolenza sappiamo, che il cammino da fare, dentro e fuori le aule dei tribunali, è lungo ed è ancora in salita. Tuttavia la scelta di proseguire, oggi come ieri, rimane intatta e salda più che mai“.




















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