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Esprimere la volontà di donare gli organi sulla carta d’identità: anche a Rende ora si può

Rende ha ufficialmente aderito al Progetto ”Una Scelta in Comune…”, a cura del Coordinamento delle Donazioni e dei prelievi di Organi e Tessuti Regionale della Calabria in stretta collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti.
RENDE (CS) – Di questo se ne è parlato più diffusamente nel corso della conferenza stampa organizzata per l’occasione quale giorno fa e alla quale hanno partecipato il Sindaco Avvocato Marcello Manna, il Vice Presidente del Consiglio Comunale Rendese Avvocato Gaetano Morrone, la dr.ssa Annalisa Mancuso, referente regionale del progetto, il dr. Pellegrino Mancini, coordinatore regionale Donazione e Trapianto Organi e Tessuti. “Sono particolarmente lieta di aver potuto dare il mio contributo e di poter dire il mio pensiero su questa importantissima iniziativa – inizia la nota dell’Assessore alle Politiche Sociali di Rende Ida Bozzo – si tratta di una modalità di scelta dal cittadino, fatta in piena libertà già all’interno degli Uffici Comunali al momento di richiedere un nuova Carta d’Identità in un clima sereno e senza particolari pressioni od ostacoli; la scelta libera di donare gli Organi verrà poi annotata sul nuovo documento di riconoscimento, per una facile consultazione in caso di eventuali e mai sperabili situazioni nefaste dello stesso.
La procedura attivata da parte del cittadino verrà anche subito inviata, da parte dei nostri Uffici Comunali, al Registro Regionale dei Donatori Organi per una facile consultazione da parte degli Organi Competenti, soprattutto in caso di espianto”. L’Assessore Bozzo ha motivato l’adesione a tale importante iniziativa, peraltro già presente in altre Regioni Italiane, dicendo che esiste una lunga lista di attesa di malati in attesa di ricevere un organo vitale e molte volte i parenti devono effettuare una scelta, magari in condizioni critiche attinenti all’improvvisa scomparsa del loro caro, senza poter effettuare una scelta ponderata che magari si rileverà sbagliata in seguito, innescando evitabili sensi di colpa. “Il nostro Comune ,inoltre, ha già provveduto nei mesi scorsi tramite l’Ufficio Anagrafe – prosegue la nota dell’Assessore rendese – ad effettuare tutte le modifiche informatiche per poter dialogare con il Centro Regionale Donatori Organi e contemporaneamente consentire agli impiegati preposti di poter affrontare tale nuova esperienza professionale con spirito sereno e consapevole.
L’impulso ad avviare l’iter per dare l’adesione del nostro Comune a questa iniziativa è stato dato principalmente da due protagonisti, dalla sottoscritta e dal Consigliere Comunale Gaetano Morrone, al quale con l’occasione rivolgo uno speciale omaggio per la Sua preziosa opera Istituzione prestata fin dalla fase iniziale – ci tiene a precisare con soddisfazione l’Architetto Bozzo – . Fino a poco tempo fa la donazione di organi e tessuti avveniva in maniera più complicata, o presso gli sportelli territoriali delle ASL oppure mediante una dichiarazione di volontà o meno a donare, espressa solo da parte di cittadini maggiorenni. Con la Legge n.25 del 26 febbraio 2010, cosiddetta “Milleproroghe”, c’è la possibilità di dichiarare la volontà a donare i propri organi, con il primo rilascio della carta d’Identità o con il rinnovo della medesima. Il progetto è stato messo a punto dai Ministeri dell’Interno e della Salute e da Federsanità Anci, ed è stato recepito dalla nostra Regione in collaborazione con il Centro Nazionale Trapianti.
Come tutti sapranno gli organi sono strumenti fondamentali per la vita e se qualcuno di questi non funziona più come dovrebbe ecco che le cose cambiano in maniera radicale. La vita muta completamente, e già sopravvivere diventa un problema. Questo è l’ambiente che riguarda il trapianto di organi – puntualizza l’Assessore al Sociale Rendese – il trapianto è un intervento straordinario che salva la vita del paziente e lo riporta indietro, permettendogli di tornare a fare quello che meglio crede, a vivere come vuole. Ogni anno le liste d’attesa per il trapianto si allungano, e i prelievi di organo non riescono a coprire tutti i pazienti che aspettano il trapianto. Questo avviene perché normalmente le persone non esprimono la loro volontà di donare gli organi in vita, e quando qualcuno muore e potrebbe donare gli organi, per legge, la decisione passa ai parenti più stretti, che in un momento di tale sconforto non sempre hanno la forza di occuparsi anche di questo aspetto e negano il loro consenso. Questo, crediamo, per due motivi: è bello pensare che nostra volontà su ciò che riguarda noi stessi sia ria rispettata sempre, in qualsiasi evenienza; e d’altra parte perché in caso dovesse succederci qualcosa i nostri cari siano sollevati dal compito di dover decidere per noi.

















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