Calabria
Indagato il patron di RTL 102.5: interrogato dai pm si è avvalso della facoltà di non rispondere

A Lorenzo Suraci, patron della famosa emittente radiofonica Rtl 102.5 nei giorni scorsi, il sostituto procuratore della Dda Pierpaolo Bruni ha notificato un’avviso di comparizione ma Suraci, ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere.
CATANZARO – L’inchiesta della Procura di Catanzaro, che lo scorso anno, nell’aprile 2014, aveva portato alla perquisizione delle redazioni dell’emittente radiofonica, punta a far luce su possibili rapporti tra Suraci e alcuni esponenti della ‘ndrangheta, in particolare su Nicola Tripodi, presunto boss della cosca di Vibo Valentia, dipendente di una società vicina alla radio, la Gest.i.Tel. Srl, che fabbrica apparecchiature per le telecomunicazioni, sistemi antifurto e segnalazioni antincendio. Suraci, interrogato dai pm si è avvalso della facoltà di non rispondere e sulle contestazioni mosse nei suoi confronti la Procura intende tenere il massimo riserbo.
L’inchiesta, trae origine dall’operazione Lybra conto la cosca Mancuso, e rappresenta un filone d’indagine che mira a fare luce sui rapporti tra Rtl e la ‘ndrangheta. Il pm Bruni intende capire le modalità di assunzione di Tripodi per capire il motivo che ha spinto l’emittente radiofonica ad avere tra i suoi dipendenti, un personaggio ritenuto vicino alla cosca di Vibo. La Dda di Catanzaro, infatti, avrebbe accertato l’esistenza di “rapporti finanziari e societari” tra Rtl, la ditta individuale “Music & Co. Di Campennì Cosimo” e la “Campennì Ferraro Management Srl”, società che “dalle risultanze investigative – si legge nel decreto di perquisizione disposto dalla Dda – sembrerebbero essere una sorta di concessionaria con esclusiva per gli spettacoli organizzati in Calabria da Rtl”.
Gli inquirenti indagano su diverse quanto sospette operazioni bancarie, transazioni di denaro in uscita dai conti correnti che, secondo la Procura, sarebbero riconducibili ai rapporti tra la società Open Space Pubblicità Srl (concessionaria di Rtl) e Cosimo Campennì, parente dei Mancuso e titolare della sua ditta individuale e della “Campennì e Ferraro Management srl” che è poi fallita.
“Campennì Cosimo – è scritto nel decreto firmato dal pm Bruni – risulta avere rapporti di affinità con Mancuso Giuseppe in quanto figlio di Campennì Eugenio e Rizzo Domenica, sorella di Rizzo Caterina, moglie di Mancuso”. Il pm Bruni avrebbe chiesto al patron di Rtl chiarimenti circa i rapporti tra le società interessate dalla perquisizione eseguita nel 2014, ma Suraci, si è avvalso invece della facoltà di non rispondere.



















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