Provincia
In scena a Luzzi ”Ferite a morte”, spettacolo sul femminicidio a cura della Compagnia ”Libera… Mente”

La Compagnia teatrale del Presidente Silvio La Marca cambia nome ma non volto e lo fa impegnandosi nel sociale.
LUZZI (CS) – “Libera…Mente”, questa la nuova denominazione della compagnia, dopo una lunga pausa dovuta ad impegni di singoli teatranti che li ha visti lontani dai palcoscenici, ha deciso così di dare una sterzata a 360 gradi. In particolare il suo regista, Giulio Munno, ha voluto tentare di cimentarsi in un teatro, diciamo così “sperimentale”. Un nuovo modo ma soprattutto un nuovo impegno di fare teatro: “ho/abbiamo deciso (mi piace parlare al plurale) di impegnarci in temi di attualità portando in scena problematiche che attanagliano la nostra società… la società del mondo intero. L’idea di tutto ciò è venuta fuori dopo aver letto e studiato scrupolosamente il libro “Ferite a morte” di Serena Dandini (conduttrice e autrice televisiva italiana). Una testimonianza sul “femminicidio”, (sostengo) da proporre non solo come espressione teatrale ma anche come “testo didattico” nella speranza naturalmente che in fatto di violenza contro le donne possa comunque cambiare qualcosa, partendo dal mondo della scuola e contribuendo anche a sensibilizzare la cittadinanza di piccole realtà, di piccole comunità oggi fuori dal mondo nonostante la globalizzazione.
E’ ciò che cercheremo di fare il 3 Settembre alle 21:00 a Luzzi in Piazza Municipio, “Palazzo Vivacqua”. Un progetto teatrale sul femminicidio, “Ferite a morte” appunto, che vedrà protagonisti vecchi e nuovi teatranti. Si tratta di interpretare una serie di storie, realmente accadute, di donne (di ogni parte del mondo) vittime di femminicidio, dando loro la parola. E lo faremo grazie all’interpretazione di Maria Letizia Altomare, Maria Lirangi e Werner Altomare”. Storie che saranno intervallate da esibizioni musicali al violino (Francesca Scarpelli), brani musicali (Isabella Altomare) e proiezioni video (Francesca Incutto). Ferite a morte è un’antologia di monologhi, ispirati all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master, costruita con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR. I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”. “Tutti i monologhi di “Ferite a morte” ci parlano di delitti annunciati, degli omicidi di donne da parte degli uomini con in’impressionante cadenza, che ancora oggi continua tristemente a riempire le pagine della nostra cronaca quotidiana. Dietro le persiane chiuse delle case di tutto il mondo si nasconde una sofferenza silenziosa e l’omicidio è solo la punta di iceberg, di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica”.
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