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Centri commerciali, il titolare dell’Annunziata rinviato a giudizio per associazione mafiosa

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Centri commerciali, il titolare dell’Annunziata rinviato a giudizio per associazione mafiosa

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L’ex ambulante campano è riuscito a costruire a Gioia Tauro sui terreni dei Piromalli uno dei più grandi centro commerciali del Sud Italia.

 

REGGIO CALABRIA- L’imprenditore Alfonso Annunziata è stato rinviato a giudizio dal gup ieri al termine dell’udienza preliminare insieme ad altri 9 indagati molti dei quali sono suoi familiari (il fratello Fioravante, la moglie Domenica Epifanio, le figlie Valeria, Rosa Anna e Marzia nonché il genero Claudio Pontoriero). Lo scorso Marzo il centro commerciale Annunziata di Gioia Tauro fu sequestrato dalla Finanza ed il suo titolare Alfonso Annunziata nel corso dell’operazione che rappresenta uno dei più consistenti sequestri di beni in Calabria degli ultimi anni con duecentodieci miliioni di euro di beni a cui sono stati posti i sigilli. L’accusa è di associazione mafiosa per il solo Alfonso Annunziata il quale fu l’unico degli 11 destinatari di misura cautelare ad essere tradotto in carcere. L’imprenditore insieme agli altri indagati è inoltre accusato di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di “contraffazione, alterazione o uso di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali”, frode nell’esercizio del commercio e ricettazione.

 

Le indagini indicano Annunziata, di origine campane e stabilitosi a Gioia Tauro sin dalla fine degli anni ’80, quale un affiliato alla cosca Piromalli. Grazie alle intercettazioni gli investigatori hanno appreso dalla viva voce di Annunziata vari episodi del passato: i primi rapporti con l’allora capocosca latitante, Giuseppe Piromalli, sarebbero iniziati a meta’ degli anni 80, quando Annunziata aveva abbandonato da poco il commercio ambulante di abbigliamento nei mercati rionali, per aprire un negozio nel cuore di Gioia Tauro. E’ in quegli anni, sempre secondo quanto emerso dalle intercettazioni, che avvennero i primi attentati che costrinsero Annunziata ad allontanarsi da Gioia Tauro, per farvi rientro solo dopo avere chiesto e ottenuto il consenso dello stesso capocosca durante la celebrazione di uno dei tanti processi che vedeva quest’ultimo imputato.

 

Da quel momento secondo gli inquirenti inizia la scalata imprenditoriale di Annunziata, che era giunto a creare il piu’ grande centro commerciale della Calabria, tra i primi del Sud Italia. Una struttura cosi’ importante che i contrasti per accaparrarsi la costruzione del centro, e’ quanto emerge dall’indagine, sarebbero stati anche tra le motivazioni dell’omicidio di Rocco Molè, nel febbraio 2008, delitto che segnò la rottura della solidissima e consolidata alleanza con la cosca Piromalli. Recentemente la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Annunziata, confermando la custodia cautelare in carcere. La prossima udienza sarà discussa l’11 Novembre dinnanzi al Tribunale di Palmi. Solo un imputato ha scelto di essere giudicato col rito abbreviato ed il processo per lui inizierà il 13 novembre dinnanzi al gup.

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