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Operazione Job Center, l’uomo che riforniva i pusher collabora con gli inquirenti

Spalle al muro dopo le intercettazioni che testimoniano la soffiata per l’arresto di Amos Zicaro.
COSENZA – Marco Paura diventa collaboratore di giustizia. Il ventisettenne all’indomani dell’interrogatorio di garanzia ha deciso di ‘pentirsi’. La moglie, Ester Mollo invece pare non ne abbia alcuna intenzione. I due, secondo quanto emerso dalle indagini, si occupavano della contabilità del narcotraffico nonché di nascondere gli stupefacenti che arrivavano da Cassano a Cosenza Vecchia per poi distribuirli ai pusher che li avrebbero venduti al dettaglio. Ora Paura intende aiutare gli inquirenti nel ricostruire le dinamiche dello spaccio di armi e droghe gestito nel centro storico dal clan Rango – Abbruzzese. Il legale difensore della coppia, Antonio Spataro, pare infatti abbia già rinunciato al suo incarico. La decisione sarebbe stata maturata dopo il colloquio con i giudici nel corso del quale, come tutti gli altri indagati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. La scelta del ‘silenzio’ è poi stata seguita per Marco Paura dalla volontà comunicata alla Direzione Distrettuale Antimafia di voler collaborare con la giustizia.
Troppo scomoda da vivere dietro le sbarre la posizione della ‘spia’ a seguito delle intercettazioni dalle quali emerge la complicità dell’uomo con le forze dell’ordine, che avrebbe portato ad una soffiata per far arrestare Amos Zicaro. Il ragazzo, tacciato di essere troppo ambizioso, sarebbe infatti stato ‘venduto’ agli inquirenti che lo arrestarono flagranza di reato con 45 grammi di cocaina ritrovati nella sua abitazione grazie alle ‘cantate’ di Marco Paura. Revocata la custodia cautelare in carcere ad Anna Palmieri, compagna di Celestino Abbruzzese (fratello di Antonio, ritenuto uno dei capi della cosca Rango – Abbruzzese) insieme al quale, secondo gli inquirenti, avrebbe gestito in regime di monopolio lo spaccio nel centro storico di Cosenza occupandosi di importare eroina, cocaina, hashish, marijuana ed armi da Cassano per poi immetterle nel mercato cittadino. La donna infatti pare sia stata trasferita dal penitenziario di Castrovillari alla propria abitazione dove resterà ristretta agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

















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