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Danneggiata una stele intitolata a Falcone, Borsellino e Scopelliti. Musella di Riferimenti: “Brutto segnale”

Un brutto segnale, un atto di vandalismo grave perchè compiuto all’interno di una scuola.
SANTO STEFANO D’ASPROMONTE (RC) – La stele intitolata ai giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonino Scopelliti, uccisi dalla mafia, era stata inaugurata in un istituto scolastico lo scorso 23 maggio dall’allora Amministrazione comunale di Sant Stefano d’Aspromonte, nell’anniversario della strage di Capaci. La stele è stata danneggiata e fatta a pezzi. A rendere nota la notizie è la Presidente del Coordinamento Antimafia Riferimenti, Adriana Musella che ha parlato di un “atto perpetrato in sfregio alla memoria e al valore dell’impegno antimafia deve ritenersi ancor più grave perché consumato all’interno di un istituto scolastico”. “Il Coordinamento Riferimenti – aggiunge – denuncia alle autorità competenti uno strano clima che si respira nella cittadina aspromontana dove nello spazio di pochi mesi la comunità di recupero Exodus viene sfrattata dalla nuova Amministrazione comunale dopo ben 25 anni, parte dei consiglieri comunali è dimissionaria e una stele alla memoria antimafia del nostro Paese distrutta all’interno di un plesso scolastico. Alla luce di tutto ciò il Coordinamento chiede una attenta verifica del risultato elettorale”.
Esprimiamo forte sdegno per quanto accaduto e allo stesso tempo fraterna vicinanza nei confronti dell’Amministrazione comunale di Santo Stefano in Aspromonte, e nei confronti di tutti quei cittadini, la maggioranza, che si rispecchiano nei valori di legalità rappresentati dalle tre importanti figure dei giudici antimafia cui era dedicata la stele”. Ad affermarlo, in una nota, è il presidente dell’Associazione dei comuni dell’Area dello Stretto e Sindaco di San Roberto, Roberto Vizzari.
Il sindaco commenta così, a nome degli altri primi cittadini, “l’incresciosa distruzione, da parte di ignoti, nella notte, della stele dedicata ai giudici Falcone, Borsellino e Scopelliti nel comune di Santo Stefano”. “Un atto grave – prosegue – che ha scosso le nostre coscienze, sul quale ci auguriamo venga al più presto fatta luce. Un atto nato dall’inciviltà di una ristretta minoranza, che non rappresenta i cittadini di Santo Stefano, che, ne siamo convinti, attraverso la loro sensibilità, attraverso una forma di ‘vigilanza civica’, sono invece pronti a isolare chi agisce danneggiando il bene comune”.

















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