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Cosenza: funzionario Aterp agevolava richieste cosche

COSENZA – Dall’occupazione di appartamenti da parte di persone non titolari di assegnazione, spesso a danno degli aventi diritto,
alla realizzazione di manufatti e interventi edilizi in aperta violazione delle norme urbanistiche. E’ il coacervo di illegittimita’ tra violazioni, favori e omissioni che, secondo la procura di Cosenza si annidava nella gestione dell’Ufficio manutenzione dell’Aterp dove dettava legge Oscar Fuoco, l’uomo arrestato stamani dalla squadra mobile di Cosenza. Dodici le strutture, e’ stato spiegato nel corso di una conferenza stampa nella Questura di Cosenza, presente il sostituto procuratore della Repubblica Domenico Airoma, poste sotto sequestro (tra cui una ricadente in un’area destinata a parcheggio per la protezione civile) soprattutto nel quartiere di via Popilia. Dalle indagini e’ emerso un sistema che avrebbe consentito, attraverso la creazione di una sorta di zona franca, la consumazione di reati gravi agevolando in alcuni casi anche noti esponenti della criminalita’ organizzata. Tra gli indagati, infatti, figurano Emmidio Lanzino, figlio del presunto boss della ‘ndrangheta cosentina, ma anche Pierina Pranno, sorella di Mario, ex capocosca negli anni ’80 ed ex collaboratore di giustizia. Fuoco era considerato il dominus, colui che riusciva a risolvere i problemi per favorire i boss delle cosche locali che chiedevano di utilizzare i locali in qualche caso trasformati in esercizi commerciali. Era lui ad aggirare gli ostacoli perche’ come lo stesso si definisce in una intercettazione e’ un ”malandrino”, uno che si vantava anche di incidere sulla nomina dei funzionari. Quanti tra dipendenti e funzionari non si adeguavano venivano rimossi dall’incarico, come successo ad una funzionaria vittima anche di una inquietante intimidazione. (ANSA).




















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