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Cosenza diffida Renzi, studenti e docenti in protesta: ‘Non sfruttati per l’Enel, ma per il centro storico’ (FOTO)

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Cosenza diffida Renzi, studenti e docenti in protesta: ‘Non sfruttati per l’Enel, ma per il centro storico’ (FOTO)

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La ‘buona scuola’ impone di lavorare gratis per le aziende mettendo a rischio posti di lavoro.

 

COSENZA – Studenti e docenti in piazza oggi a Cosenza. Un nutrito corteo stamattina ha attraversato la città partendo da piazza Loreto per poi proseguire su via Simonetta, viale della Repubblica e approdare in piazza XI Settembre. Qui gli insegnanti hanno consegnato al Prefetto diffida formale contro il Governo Renzi. Una denuncia che mette in luce la pericolosità della Riforma Buona Scuola del Governo Renzi che introduce i capitali privati nelle scuole pubbliche imponendo che ogni studente lavori gratis per le aziende almeno 400 ore in tre anni. Scuole in cui gli insegnanti dall’anno prossimo non saranno più assunti mediante graduatorie trasparenti, ma mediante chiamata diretta da parte dei presidi. Elementi che secondo docenti e alunni mettono a serio rischio la libertà di insegnamento, mentre annullano il diritto allo studio per i disabili per i quali non è più prevista la figura dell’insegnante di sostegno. L’iniziativa volta a chiedere modifiche sostanziali alla riforma ritenuta in constrato con i principi costituzionali si è tenuta in contemporanea in altre 20 città italiane.

 

”Non intendiamo lavorare gratis e far perdere il lavoro a padri e madri di famiglia. Non è giusto – afferma una studentessa in corteo – che le aziende godano del nostro lavoro, verosimilmente di bassa manovalanza, senza nè pagarci nè formarci didatticamente. Non è un’opportunità di lavoro, ma sfruttamento a vantaggio di chi lucra. Perchè non ci fanno lavorare per i Comuni in cambio di sgravi sui trasporti, buoni libro o ticket per le mense? Potenziando i laboratori nelle scuole, dove oggi mancano materiali e attrezzature, potrebbero formarci per poi rendere dei servizi che il pubblico non ha più i soldi per offrire. Penso agli studenti dell’Industriale o dell’Agrario che invece di lavorare per l’Enel possono sistemare dei lampioni in città, fare degli orti sociali. I ragazzi del Liceo Artistico potrebbero fare degli interventi nel Centro Storico di Cosenza che sta ormai crollando, quelli che studiano Servizi Sociali potrebbero andare nei centri anziani e fornire servizi che mancano”. Proposte condivisibili e facilmente attuabili. A patto che istituzioni e politica rinuncino a voler ‘vendere’ la scuola pubblica e i saperi a multinazionali ed imprenditori.

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