Area Urbana
Cosenza Vecchia: rifiuti negli edifici inagibili, famiglie costrette a sigillare porte e finestre (FOTO)

Rischio incendi nel centro storico di Cosenza dove i portoni che non sono stati murati sono colmi di rifiuti.
COSENZA – La situazione è sconcertante. L’odore nauseabondo d’estate costringe i residenti a chiudere ermeticamente porte e finestre. I rifiuti più ingombranti in vico Galeazzo di Tarsia rendono difficoltoso il passaggio anche a piedi. Il problema più grave però pare sia legato agli incendi. Nella stessa stradina, parallela a corso Telesio, nei mesi scorsi un enorme rogo ha interessato il quartiere avvolgendolo in una fitta coltre di fumo. Le fiamme erano divampate da un cumulo di spazzatura accatastato tra gli antichi palazzi in un’area in cui, più di venti anni fa, fu demolito un edificio e che da allora nessuno ha mai inteso riqualificare. Ad oggi parte degli stabili disabitati del centro storico al loro interno sono colmi di rifiuti. Dai portoni di vico Galeazzo di Tarsia, poco prima dell’insegna del museo etnografico, spuntano finanche dei materassi. Cinque famiglie abitano i piani superiori in un clima estremamente precario sia a livello igienico – sanitario sia a livello strutturale, circondati da palazzi pericolanti.
Il Comune ha ristrutturato il vecchio palazzo Bombini e lo ha restituito alla città costruendovi ed assegnando alloggi popolari. Ora sembrerebbe stia procedendo a riqualificare quella che fu la dimora della famiglia Marini Serra. Il cantiere però è fermo, verosimilmente per carenza di fondi. Anche qui dal portone fuoriesce la spazzatura in putrefazione. Dei giardini della terrazza che una volta erano una perla di Cosenza Vecchia resta invece solo sterpaglia. La chiesetta, invece, è stata intonacata e murata. Resta solo un affresco all’esterno, su via Gaeta, racchiuso tra due tinteggiature diverse perchè, spiega un abitante del quartiere: ”avevano finito il colore e si sono fermati”. Murare le abitazioni per i privati che non intendono ristrutturare gli stabili sembrerebbe la soluzione migliore per evitare che come di consueto, sistematicamente, le porte e le finestre vengano divelte per trasformare i palazzi in discariche. Così è stato fatto nei magazzini di via Gaeta dove si sta ancora procedendo alla demolizione dello stabile crollato la scorsa estate. I lavori procedono.
Le famiglie sgomberate sopravvivono tra la precarietà di chi è stato costretto a lasciare casa e chi è rimasto con il timore che l’edificio si sbricioli da un momento all’altro. Inutili le sollecitazioni dei cittadini che chiedono sicurezza e igiene. Ecologia Oggi dal suo canto chiarisce che il compito dell’azienda è solo quello di occuparsi della differenziata porta a porta e non delle bonifiche a meno che non siano espressamente richieste dal Comune. Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto spiega di aver ordinato in altre zone la rimozione dei rifiuti e che provvederà a disporre un sopralluogo nella zona. “Se gli edifici sono privati – chiarisce il primo cittadino – intervenire per bonifiche straordinarie comporta pratiche burocratiche più farraginose. Proprio per evitare che il fenomeno coinvolgesse anche la cappella di Marini Serra abbiamo provveduto a murare il portone in attesa dei fondi per restaurarla. Purtroppo si tratta di comportamenti incivili diffusi, soprattutto in spazi abbandonati”. Resta infatti inspiegabile il perché il deposito dei rifiuti, spesso ingombranti, continui ad avvenire in vicoli di pochi metri senza che nessuno dei residenti si accorga di nulla ed intervenga per bloccare o denunciare lo scempio.
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