Calabria
Ieri sera su Rai1 il film su Lea Garofalo, la sorella Marisa polemizza: “mia sorella non era così”

E’ andato in onda ieri sera su Rai 1 il film che racconta la vita, e la tragica fine di Lea Garofalo, donna coraggiosa che per essersi opposta al potere della ‘ndrangheta, è stata uccisa.
La storia di Lea Garofalo è quella di una donna coraggiosa che ha lottato per amore della sua vita e di quella della sua bambina, Denise. Il film dedicato alla storia di Lea Garofalo, nata a Petilia Policastro nel Crotonese nel 1975, in una famiglia affiliata alla criminalità calabrese. Il padre viene ucciso davanti ai suoi occhi quando Lea non aveva solo un anno e il fratello maggiore Floriano, s’incaricherà di vendicarlo. Quando è ancora una ragazzina Lea s’innamora di Carlo, gregario del fratello, dalla cui relazione nasce Denise nel 1991. Diretto da Marco Tullio Giordana (che ha diretto anche I Cento Passi), racconta la storia di di Lea e di sua figlia Denise che, dopo la scomparsa della madre, decise di testimoniare contro suo padre pur di avere giustizia. La pellicola si basa su materiale d’inchiesta e sulle sentenze dei processi che hanno portato alla condanna all’ergastolo del marito di Lea, Carlo Cosco e dei suoi complici. AD interpretare Lea, è Vanessa Scalera mentre Linda Caridi veste i panni di Denise.

In tanti hanno apprezzato la ricostruzione della storia di Lea, mentre la sorella è intervenuta questa mattina con una nota durissima. Secondo Marisa Garofalo infatti, la figura di Lea è stata rappresentata malissimo “come una ragazza rozza, ma Lea non era così, era molto signorile e parlava benissimo l’italiano”. A poche ore dunque, dalla fiction televisiva che ha portato su Rai 1 la storia di Lea Garofalo e del suo coraggio nel dire no alla ‘ndrangheta, la sorella Marisa boccia il film: “E’ stata rappresentata la mia famiglia in maniera vergognosa e ci sono stati momenti e scene che non corrispondono alla verita’, ma hanno rappresentato molto bene l’associazione Libera e forse lo scopo era proprio questo”.
Marisa Garofalo ha mosso critiche anche nei confronti dell’associazione antimafia di don Ciotti: “Io purtroppo non riesco a vedere piu’ mia nipote Denise, che so essere ‘gestita’ dall’associazione Libera. E ogni volta che faccio riferimento a Libera poi salta l’incontro con mia nipote, non credo sia solo casualita’. Lea ha pagato con la vita la sua scelta – ha concluso Marisa Garofalo – ma io non sono stata interpellata sulla realizzazione di questo film e non so il motivo”.
Rosy Bindi: film su Lea Garofalo è esempio di servizio pubblico – “Ieri su Rai1 abbiamo visto un bellissimo film e un esempio importante di servizio pubblico. Lea e’ un’opera importante che fa conoscere al grande pubblico la tragica vicenda di una “donna coraggio” del nostro tempo. Il film di Marco Tullio Giordana restituisce con forza e grande rigore espressivo il dramma di Lea Garofalo che per difendere il futuro della figlia sceglie la liberta’ e la vita contro le regole di sudditanza e morte della ‘ndrangheta”. Queste le parole dell’onorevole Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia che ha anche aggiunto: “La storia di Lea e’ anche una lezione di speranza. le mafie si possono battere e si puo’ infrangere il muro dell’omerta’ mafiosa. Le istituzioni devono garantire protezione e dignita’ ai testimoni di giustizia, con percorsi autonomi e distinti rispetto a quelli assicurati ai collaboratori. La Commissione parlamentare Antimafia ha elaborato una proposta di riforma che va in questa direzione e mi auguro che si possa presto aprire il confronto in Parlamento”.




















Social