Provincia
Traffico di stupefacenti a Cetraro, Quintieri assolto dopo un anno di detenzione

Il militante dei radicali chiederà 500mila euro di risarcimento danni.
PAOLA (CS) – Il Tribunale di Paola ha pronunciato ieri la sentenza di primo grado scaturito dall’operazione Scacco Matto che portò all’arresto di sei giovani residenti a Cetraro accusate a vario titolo di traffico di armi e sostanze stupefacenti. A finire in manette, nel Febbraio del 2013 a seguito delle indagini che consentirono di sequestrare due fucili, cinque pistole, un silenziatore, 2,7 chili di hashish, 2 chili di marijuana e 28 grammi di di cocaina furono: Davide Pinto, Luca Occhiuzzi, Ido Carmine Petruzzi, Carmine Antonuccio, Giuseppe Antonuccio nonché il militante del partito dei radicali Emilio Enzo Quintieri. Quest’ultimo all’epoca dei fatti risultava essere candidato alle elezioni parlamentari con la Lista Radicale “Amnistia, Giustizia e Libertà” promossa da Marco Pannella ed Emma Bonino. Il collegio giudicante, ieri, disattendendo la richiesta avanzata dal pm che chiedeva la condanna del giovane politico a 3 anni di reclusione e 6.000 euro di multa ha riconosciuto l’innocenza dell’imputato assolvendolo “perché il fatto non sussiste”.
La custodia cautelare in carcere per il giovane era stata confermata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro che aveva rigettato il ricorso proposto dal difensore di Quintieri, con il quale veniva contestato il quadro indiziario e chiesto l’annullamento della misura. Su questa specifica questione, l’imputato che è intervenuto personalmente in udienza, si è soffermato per stigmatizzare l’operato dei giudici i quali dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, osservazioni, pedinamenti e sommarie informazioni di tossicodipendenti avevano ritenuto necessaria la detenzione del radicale cetrarese. “Vorrei sapere – scrive in una nota Emilio Quintieri – dove sono queste intercettazioni visto che negli atti non ve né traccia così come vorrei sapere chi ha compiuto queste osservazioni e pedinamenti visto che i carabinieri quando sono stati sentiti in aula hanno riferito tutt’altro“. Per quanto riguarda, invece, i cinque tossicodipendenti il giovane si è difeso affermando che si tratta di soggetti “inattendibili ed inaffidabili” e che le dichiarazioni rese nei suoi confronti sono tutte “false, calunniose e prive di ogni minimo riscontro, anzi smentite da altri dati acquisiti durante l’istruttoria”.
Intanto per Quintieri, complessivamente, la carcerazione preventiva è durata un anno. Prima in carcere, a Paola e poi a Cosenza, successivamente ai domiciliari e infine con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Attualmente, per gli stessi fatti, è sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale che impone particolari divieti e restrizioni anche alla libertà personale, misura per la quale, a breve, chiederà la revoca. Visto che il Codice di procedura penale, in adempimento di un preciso obbligo posto dalla Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, riconosce all’imputato il diritto di ottenere un’equa riparazione per la ingiustizia sostanziale della custodia cautelare subita e per gli ulteriori danni morali arrecati sul piano familiare sociale e fisico, considerato anche che al momento dell’arresto Emilio Quintieri era candidato al Parlamento, non appena l’assoluzione diverrà irrevocabile, chiederà alla Corte di Appello di Catanzaro la condanna dello Stato a 500.000 euro di risarcimento, il massimo previsto attualmente dalla legge, non lasciando nulla di intentato anche nei confronti di chiunque altro abbia concorso, abusando delle proprie funzioni.




















Social