Italia
Più donne nei consigli regionali. La Camera approva la norma sulle parità di genere

Stefania Covello (Pd): “Finora l’elezione delle donne nelle singole regioni è stata scarsa. Basti pensare che in Basilicata nessuna donna è stata eletta consigliere regionale, mentre in Calabria solo una”.
ROMA – L’aula della Camera ha approvato oggi il testo della legge sull’equilibrio di genere nei Consigli regionali. Il testo che aveva già ricevuto il via libera del Senato, senza modifiche. I voti favorevoli sono stati 334, i contrari 91. La proposta approvata sancisce che qualora la legge elettorale regionale preveda l’espressione di preferenze, in ciascuna lista i candidati dovranno essere presenti in modo tale che quelli dello stesso sesso non eccedano il 60% del totale e “sia consentita l’espressione di almeno due preferenze, di cui una riservata a un candidato di sesso diverso, pena l’annullamento delle preferenze successive alla prima”.
Nel caso, invece, in alcune Regioni siano “previste liste senza espressione di preferenze”, la legge elettorale dispone l’alternanza tra candidati di sesso diverso, in modo tale che i candidati di un sesso non eccedano il 60%del totale. Stessa cosa nei casi in cui sono previsti collegi uninominali, la legge elettorale dovrà disporre l’equilibrio tra uomini e donne in modo tale che i candidati di un sesso non superino il 60%.
Soddisfatta la deputata calabrese del Pd, Stefania Covello, che in una nota parla di “bella giornata per le donne e per la democrazia del nostro Paese. Stamane abbiamo approvato alla Camera la legge di iniziativa parlamentare che definisce i principi fondamentali per garantire la presenza delle donne nei consigli regionali. Finora – continua Covello – l’elezione delle donne nelle singole regioni è stata davvero scarsa. Basti pensare che in Basilicata nessuna donna è stata eletta consigliere regionale, mentre in Calabria solo una”.
Dello stesso avviso la collega di partito Enza Bruno Bossio. “Purtroppo – dichiara – finora solo poche regioni hanno introdotto autonomamente norme che garantiscono l’equilibrio della rappresentanza di genere. Eclatante il caso della Calabria, dove nonostante la legge elettorale sia stata approvata nel 2014, la precedente maggioranza di centrodestra ha volutamente evitato di introdurre la doppia preferenza di genere nonostante l’intensa campagna di associazioni e movimenti dell’opinione pubblica calabrese. L’impegno assunto dal Presidente Mario Oliverio già in campagna elettorale di introdurre la preferenza di genere nel corso di questa consiliatura regionale trova oggi il conforto di una legge nazionale”.



















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