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Intimidazioni ai sindaci, Calabria in testa

Italia

Intimidazioni ai sindaci, Calabria in testa

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Macchina Bruciata

E’ il quadro che fornisce Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie. Dal primo gennaio boom di minacce in tutta Italia.
 
ROMA – Sono già 30, dall’inizio dell’anno, gli atti intimidatori e le minacce nei confronti degli amministratori locali, i sindaci innanzitutto: nel 37% dei casi le intimidazioni sono nei loro confronti, nel 16% verso gli assessori, nel 12,5% dei casi nei confronti sia di attivisti politici che di personale della pubblica amministrazione. E’ il quadro, allarmato, che fornisce Avviso Pubblico, Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie. Nella metà dei casi, è l’incendio il mezzo principale di intimidazione, soprattutto nel Mezzogiorno; seguono, soprattutto al centro nord, le lettere anonime (39%) contenenti minacce e, nel 7% dei casi, aggressioni fisiche e verbali, avvenute nei confronti del sindaco di Civitavecchia, di Calcinato (Brescia) e di Erba (Como). Nel 70% dei casi sono state bruciate auto di proprietà personali, nel 15% strutture comunali e per un altro 15% case di proprietà.
 
In Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia, sono stati colpiti, in modo diretto o indiretto, amministratori già intimiditi nel passato. Nel dettaglio, i casi di minaccia sono stati registrati in 9 regioni, 17 province e 25 comuni, il 70% al sud, il 27% al nord e il 3% al centro. I casi registrati in Calabria sono i più numerosi, ben 9; segue la Sicilia, la Puglia e il Veneto con 5 casi di intimidazione ciascuno. Poi la Lombardia, dove si segnalano due casi, la Campania, il Lazio, la Sardegna e l’Emilia Romagna fanno registrare un caso ciascuno. “Siamo molto preoccupati e lo abbiamo denunciato in diverse sedi istituzionali e pubbliche – dichiara Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico -. Chiediamo al Governo di mettere in atto tutte le misure di sicurezza possibili e al Parlamento di esaminare e approvare rapidamente le proposte di legge avanzate dalla commissione parlamentare d’inchiesta presieduta dalla senatrice Doris Lo Moro. Non è più accettabile questa serie di attacchi sempre più frequenti e pericolosi nei confronti degli agli amministratori locali e non è più tollerabile l’impunità di chi compie questi gesti”.

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