Italia
Inps, arriva la ‘busta arancione’ per conoscere la ‘futura’ pensione

Cari cittadini di tutta Italia, ma sopratutto giovani precari o sottopagati… udite udite: Ad aprile nella cassetta della posta potreste trovare una sorpresa di colore arancione con, all’interno, la previsione della loro pensione
ROMA – Il presidente nazionale dell’Inps, Tito Boeri, ‘attapirato’ da Striscia la Notizia qualche giorno fa, ha comunicato che che grazie al progetto Inps-AgID (Agenzia Italia digitale), i ‘francobolli’ ci sono e pertanto verranno spedite a casa di 7 milioni di lavoratori le buste contenenti la previsione della loro pensione futura; l’iniziativa consentirà di sensibilizzare i contribuenti non ancora in possesso di strumenti per l’accesso ai servizi on line ai vantaggi della digitalizzazione.
Dal prossimo mese di aprile riceveranno la famigerata ‘busta arancione’, sette milioni di lavoratori. Al suo interno, una previsione della pensione futura. Il progetto, che aveva subito a dicembre uno stop per problemi finanziari, riparte grazie alla collaborazione con l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid – che aggiunge 2,5 milioni per il 2016-2017 al milione che investe l’Inps). L’Istituto spedirà 150 mila missive arancioni al giorno.

La comunicazione dell’istituto di previdenza conterrà un prospetto dell’estratto conto contributivo e la simulazione di base – spiega l’Inps – inviterà i destinatari a richiedere Spid (il nuovo sistema pubblico di identità digitale) per accedere a tutte le funzionalità aggiuntive offerte dal servizio online di simulazione della pensione, informando i cittadini dei vantaggi introdotti dalla nuova identità digitale unica per l’accesso a tutti i servizi della pubblica amministrazione e dei privati che aderiranno.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di riuscire a raggiungere diverse fasce di popolazione: secondo i dati Istat, infatti, nel 2015, soltanto il 60% degli italiani si è connesso a Internet e appena il 30% degli utenti ha utilizzato la rete per interagire con la pubblica amministrazione. Sono proprio le persone che attualmente non sono digitalizzate a necessitare maggiormente di informazioni sul loro futuro previdenziale e di una maggiore consapevolezza finanziaria nonché di informazioni sui vantaggi derivanti dall’utilizzo dei servizi online.
Il presidente dell’ente previdenziale, Tito Boeri, e il direttore dell’Agid, Antonio Samaritani, hanno spiegato che la busta arancione viene associata ad un programma più ampio per la digitalizzazione degli italiani: «Solo il 30% usa la Rete per ottenere informazioni dalla Pa – ricorda Boeri – e purtroppo le ultime indagini ci dicono che siamo molto indietro dal punto di vista culturale». Tra gli esempi citati dai vertici dell’Inps «c’è poca consapevolezza sulle pensioni: infatti solo 1 italiano su 5 conosce come funziona il nostro sistema previdenziale».
La busta arancione che spaventa i giovani
E la busta arancione, che tanto spaventa i giovani, precari, con contratti a termine, relativamente alle loro contribuzioni previdenziali, in un mondo fatto di precariato, al contrario di quel che si può immaginare , punta proprio sugli stessi giovani disinteressati o ‘rassegnati’. Da maggio scorso è infatti possibile, con Pin Inps, prendere visione della propria situazione e fare simulazioni (uscita anticipata, variazioni di retribuzione) ma gli accessi degli under 40 sono 1,3 milioni su un totale di 9 milioni.


















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