Area Urbana
Raddoppiati incendi a Cosenza e nella provincia, episodi che nascondono altri reati

Dal dissidio familiare alla criminalità organizzata, i roghi rappresentano un importante campanello d’allarme.
COSENZA – Breve report sulla sicurezza nella città e nella Provincia di Cosenza. Un territorio ricco di contraddizioni dove mentre i clan ‘regalano’ notti insonni a diversi imprenditori, la microcriminalità non influenza la serenità dei cittadini. Il Questore di Cosenza Luigi Liguori, in una lucida analisi dei reati più diffusi nel territorio di competenza, fa emergere un preoccupante fenomeno: la giustizia ‘fai da te’. Una realtà preoccupante che testimonia il distacco tra la cittadinanza e le istituzioni. Un divario da colmare tempestivamente per evitare che la situazioni degeneri, su cui gli operatori di Polizia stanno lavorando per restituire fiducia alla collettività. “Durante la festa della Polizia pubblica che abbiamo voluto celebrare, anche autotassandoci, – spiega il Questore Luigi Liguori – portando le fanfare a cavallo in strada che hanno attraversato corso Telesio e la città di Cosenza, abbiamo voluto lanciare un messaggio. Un segnale di fiducia che, in quanto Polizia di Stato, diamo ai cittadini che hanno bisogno di credere nei valori della legalità. Credo che Cosenza sia una città molto sicura. Certo si può fare sempre meglio. Purtroppo esiste un problema che non può essere nascosto che è quello della criminalità organizzata. L’unico reato in aumento nel territorio di Cosenza è indice di malessere, di distacco tra i cittadini e istituzioni. Si tratta degli incendi, raddoppiati nell’ultimo anno.
Nella nostra provincia l’incendio viene usato come strumento per risolvere molti conflitti. Ciò testimonia la sfiducia nelle istituzioni perché si usano i roghi per farsi giustizia da soli. Dietro gli incendi si nascondono diverse cose: dal dissidio condominiale, al dissidio affettivo/familiare fino alla criminalità organizzata. La recrudescenza degli incendi – afferma Liguori – è un segnale che non può essere sottovalutato. In linea di massima la città è sicura ed è il territorio risulta protetto. Non si può negare che si stanno affacciando nuovi tipi di reati prima poco diffusi come rapine, scippi, truffe agli anziani, sequestri di persona. Fenomeni che nelle altre città in cui ho lavorato sono molto più numerosi. Per dare un metro di misura posso dire che a Bari chiudere alla sera con tre rapine significava che la giornata era stata abbastanza serena. Preoccupano però gli incendi, perché, ripeto, nascondono molti fatti. Quando un escavatore viene dato alle fiamme con una tanica di benzina ipotizziamo un’estorsione e anche se si tratta di un reato da punire, senza alcun tipo di tolleranza, non ci meraviglia. Fa riflettere invece quando gli incendi coinvolgono auto e abitazioni di professionisti. In alcuni casi gli autori dei roghi appiccano fuoco perché non ritengono utile ricorrere alle vie legali. Questo è molto grave e non deve accadere. La Questura di Cosenza infatti negli ultimi mesi si sta concentrando per ridurre questo anomalo ed intollerabile fenomeno”.



















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