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Il Pd di Rende è in crisi? Il partito perde uno dei suoi ‘pezzi forti’

Area Urbana

Il Pd di Rende è in crisi? Il partito perde uno dei suoi ‘pezzi forti’

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Comune di Rende

Lettera choc a Guglielmelli e Magorno: “Troppo immobilismo, resto nel gruppo, ma mi autosospendo dal partito”.

 

RENDE – Una provocazione politica in piena regola: Alessandro De Rango, il vicecapogruppo del Pd, scrive ai suoi vertici (i segretari regionale e provinciale Ernesto Magorno e Luigi Guglielmelli) a cui annuncia la propria autosospensione dal partito. Il gesto di De Rango non è proprio leggero: il Pd, nonostante la sconfitta della primavera 2014 e le varie traversie, politiche e giudiziarie, che si sono verificate da lì in avanti resta il primo partito a Rende. Ma il gruppo consiliare, dichiara il consigliere, è paralizzato. E questa paralisi De Rango l’ha denunciata più volte, anche di recente, durante l’ultima riunione del circolo rendese svoltasi a luglio: “In quella occasione ebbi a dire che, almeno per il sottoscritto, il tempo dei traccheggiamenti fosse ormai finito da tempo e che in mancanza di una fattiva ripresa delle attività tese alla risoluzione di alcune questioni da troppo tempo rinviate, tutte funzionali alla ripresa dell’attività politica sul territorio, avrei assunto le mie determinazioni”, spiega il consigliere dissidente.

Alessandro De Rango

(Al centro nella foto) Alessandro De Rango

Il punto dolente sarebbe la gestione del gruppo del Pd, guidato dall’ex candidato a sindaco Pasquale Verre, a cui a suo tempo (circa un anno fa) fu rimproverato l’appeasement con la maggioranza. Il gruppo, spiega ancora De Rango, “non viene convocato da ottobre-novembre 2015”. E tutte le questioni roventi restano inevase (tra queste, continua il consigliere: “La costituzione o meno del gruppo unico, la definizione del nuovo gruppo dirigente del Partito Democratico, programmazione dell’attività politica sul territorio, convocazione dei gruppi consiliari riuniti nella Federazione Riformista, definizione della linea politica da opporre all’attuale amministrazione, il prossimo rinnovo del Consiglio Provinciale”).

Pasquale Verre

Pasquale Verre

 

Di tutto il bailamme i vertici, in particolare, sarebbero già informati, stando a quel che sostiene il dissidente per amor di partito: “Questi sono solo alcuni dei temi sui quali, come è noto non solo a Lei, si sono consumate ore ed ore di riunioni dalle quali, aldilà delle buone intenzioni, nulla è venuto fuori se non una situazione di immobilismo dovuta a responsabilità diffuse”. Le bordate, va da sé, sono tutte rivolte a Verre, nei cui confronti si tentò la sfiducia circa un anno fa. Da allora le cose non devono essere cambiate troppo. Anzi, rischiano, sempre a giudizio di De Rango, di precipitare: “Per non parlare, poi, del proliferare di una quantità di generali senza esercito che approfittando della descritta situazione ed affascinati dalla visibilità oggi offerta dai social network cercano di occupare spazi che non gli sono propri”.

 

Da ciò la decisione di De Rango di autosospendersi dal Partito Democratico: “Non posso assecondare questo stato di cose”, scrive ancora il consigliere, che rivendica di aver svolto con coerenza il proprio ruolo di oppositore e di voler continuare a svolgerlo: “Resto fedele al mandato conferitomi dagli elettori e, in quanto tesserato, a disposizione del partito”. L’attuale caos della fase post Principe ha creato la situazione paradossale di un rappresentante spinto alla dissidenza dall’amor di bandiera. E c’è da scommettere che la “rivolta” di De Rango non sia l’ultimo colpo di scena.

 

Mario Margheriti

 

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