Archivio Storico News
Spaccio eroina: undici arresti (video)

COSENZA – video Pesca grossa. La lotta alla droga continua ad essere una delle priorità della questura di Cosenza. Negli ultimi tempi, infatti, la recrudescenza del fenomeno, ha fatto registrare una preoccupante impennata, portando gli agenti della squadra Mobile di Cosenza,
coordinati dal commissario capo
Antonio Miglietta, a capire che lo spaccio di droga, continua ad essere una delle voci di bilancio preferite dalla criminalità organizzata e dalla delinquenza comune. All’alba di oggi gli inquirenti (sezione antidroga questura di Cosenza, reparto prevenzione Crimine Calabria, diretto dal vicequestore Domenico lanzaro, e unità cinofile di Reggio Calabria, ndr) calando la rete nel mare grosso dell’illegalità hanno “catturato” undici persone, componenti di un’organizzazione delinquenziale, dedita allo spaccio. In manette, su disposizione del gip Livio Crstofano, sono finiti Francesco Mango, 48 anni di Cosenza, Carmine Mango (55), Giovanni Pese (41), Alessandro Meduri (38), Filippo Meduri, Domenico Iaccino (28), Giuseppe Giannotta (43), Natale Reda (56), Raffaele Principe (32), Carmen Gaudio (33) e Antonio Mango (44), tutti vecchi “clienti” delle forze dell’ordine. L’operazione, battezzata in codice, “Bosco 2”, non si uò considerre conclusa. Gli arresti e la lunga sfilza di indagati, nonchè il sequestro di droga effettuato, non mettono, infatti, fine all’indagine. Non è escluso, infatti, che potrebbero esserci nuovi sviluppi. Proprio contentrando l’attenzione sul fenomeno, i “segugi” del commissario Miglietta hanno individuato numerose piazze di spaccio, controllate dalla mala, dove le commesse erano numerose. Proprio per questo cristallizzando, nero su bianco, atti investigativi, dati incrociati, intercettazioni telefniche ed ambientali, resoconti di appostamenti e dettagliati riscontri pedinamenti ed osservazioni a distanza, gli inquirenti hanno presentato una dettagliata informativa sulle ipotesi d’accuse a carico dei soggetti interessati alla procura della Repubblica di Cosenza. Il procuratore capo Dario Granieri e i suoi pm, sulla base dei riscontri, hanno avanzato richiesta d’arresto per i suddeti componenti dell’organizzazione, accolta dal giudice per le indagini preliminari. Nelle 82 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, compaiono nuovi, clienti, appuntamenti, linguaggio in codice, trattative di soldi. L’inchiesta, come hanno spiegatoi in conferenza stampa il questore Alfredo Anzalone e il capo della squadra Mobile, Antonio Miglietta, mnasce per caso. Durante una normale attività di controllo, coordinata dalla sezione antidroga della squadra Mobile, infatti, i detective della narcotici, il 18 gennaio del 2012, trovano nel vano ascensore del palazzo dove abita Filippo Meduri, sei involucri di eroina. Sulla proprietà della droga i poliziotti hanno pochi dubbi. E’ di Meduri. La droga viene sequestrata e analizzata per verificarne purezza e provenienza. Successivamente, quasi un mese dopo (il 7 febbraio) scattano, in flagranza di reato, le manette ai polsi per Antonio Mango, cui segue l’arresto, il 26 marzo del 2012 di Francesco Mango. I tre episodi, unificati negli atti d’indagine, danno il via all’inchiesta che, tra intercettazioni ambientali e telefoniche e “soffiate”, s’arricchiesce di nuovi particolari, sia sul piano dello spaccio che, sui costi, nonchè anche sull’utilizzo dell’eroina. I tossici che si “fanno” utilizzano l’eroina o iniettandola o fumandola, dando viata così ad un nuovo modo di sballo. Da sottolineare cone i Meduri abbiano un feeling diretto con lo spaccio, considerando che il 40enne Francesco Meduri, proprio ieri èp finito in manette nell’ambito della maxi operazione “Revolution”, coordinata da Dda reggina e procura ordinaria di Reggio Calabria, in collaborazione con le fiamme gialle reggine e il reparto operativo del Gico della guardia di finanza.



















Social