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Orti solidali a Cosenza e Castrolibero contro l’esclusione sociale

Area Urbana

Orti solidali a Cosenza e Castrolibero contro l’esclusione sociale

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Giuseppe, 69 anni, impiegato postale in pensione, per curare l’orto, ha abbandonato la sua passione per le carte.

 

COSENZA – A Cosenza, ogni giorno, Giuseppe, Maria e Franco, insieme a tanti altri anziani, armati di zappe, rastrelli e stivali di gomma, si recano presso gli orti solidali, in viale Marconi, nel centro della città, per coltivare un piccolo pezzo di terra. Pomodori, zucchine, fragole e melanzane regalano colore ad uno spazio inutilizzato messo a disposizione dell’ANTEAS, in comodato d’uso gratuito, dal Comune, nell’ambito del progetto “Orti solidali” finanziato da UniCredit Foundation. “Sono 67 gli orti coltivati nello spazio verde della Città dei Ragazzi – spiega il presidente dell’ANTEAS di Cosenza, Benito Rocca – 15 sono stati realizzati a Castrolibero e altri 40 sono stati, recentemente, allestiti nei terreni dell’istituto agrario”. Gli orti sono stati assegnati, gratuitamente, agli over 65 che ne hanno fatto richiesta e rappresentano un contrasto alla marginalità e all’esclusione sociale degli anziani, oltre che un piccolo sostegno al reddito per le famiglie coinvolte.

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Giuseppe, 69 anni, impiegato postale in pensione, per curare l’orto, ha abbandonato la sua passione per le carte. “È un’esperienza travolgente di cui non posso fare più a meno. La mia vita è cambiata perché non vado più in cerca di altre cose. A me piaceva giocare a carte al bar, ma tre o quattro ore al giorno a giocare a carte, non è il massimo per un pensionato. Ora vengo qui, c’è l’amico, il collega, si parla, si zappa, si suda e poi c’è il raccolto”. Franco, pensionato statale da 16 anni, alla sua prima esperienza da ortolano, non nasconde la soddisfazione per aver coltivato pomodori da un chilo e cento grammi. “L’orto è un modo utile di passare il tempo e portare a casa i frutti del nostro lavoro. Inoltre socializziamo, stiamo insieme e le nostre mogli sono tranquille perché sanno che stiamo qui a lavorare”.

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Per Maria l’orto è come un figlio da curare e seguire e gli altri ortolani rappresentano, per lei, una seconda famiglia. “Quando arrivo qui dimentico tutti i problemi e il contatto con la natura mi aiuta tanto, vedere crescere le piantine è una grande soddisfazione”. Il punto di forza del progetto Orti solidali è stare insieme. Nello spazio verde in cui si trovano gli orti, infatti, è stata realizzata anche un’area picnic e un forno in paglia ed argilla. Inoltre sono state allestite due casette di legno, di cui una destinata agli attrezzi di ogni contadino e una vasca per il compostaggio. Gli orti solidali hanno permesso alla città il recupero di un’area abbandonata e agli anziani il recupero del lavoro della terra. Un lavoro fatto di passione ed entusiasmo che allontana la solitudine e avvicina la felicità.

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