Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Operazione “Round Trip”: fatture false per un miliardo di euro, anche due arresti a Cosenza (NOMI E FOTO)

Dal mondo

Operazione “Round Trip”: fatture false per un miliardo di euro, anche due arresti a Cosenza (NOMI E FOTO)

Pubblicato

il

immagine evidenza

E’ stata scoperta una frode fiscale transnazionale realizzata con un giro di fatture per operazioni inesistenti per 930 milioni di euro. Anche a Cosenza due appartenenti alla frode

VICENZA – Una “colossale e sistematica” frode fiscale transnazionale realizzata con un giro di fatture per operazioni inesistenti per 930 milioni di euro è stata scoperta dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vicenza. In manette sono finite 29 persone – 18 in carcere (di cui 8 in provincia di Vicenza) e 11 ai domiciliari – mentre altre 218 risultano indagate a piede libero.

Nell’operazione definita “Round Trip” i provvedimenti, oltre che in provincia di Vicenza, hanno interessato anche Cosenza, Catania, Cremona, Ragusa, Roma, Bergamo, Brindisi, Biella, Milano, Napoli, Pescara, Varese, Udine, Alessandria, Parma, Verona e Treviso.

Le aziende interessate sono addirittura 180, di cui quelle italiane 145, in gran parte con sede a Milano e Roma, e delle quali 76 “cartiere” e 69 “filtri”/”broker”, quest’ultimi costituiti da 15 “filtri puri” e da 54 società invece effettivamente esistenti ed operative, nonché dotate di una reale struttura organizzativa e di dipendenti.

La complessa attività avrebbe permesso di accertare un presunto giro di fatture per operazioni inesistenti pari a 930 milioni di euro, relative a svariati prodotti tra i quali certamente maggior peso hanno avuto quelli hi-tech come tablet, supporti digitali e televisori; tuttavia, l’organizzazione avrebbe diversificato trattando anche dell’altra merce, ad esempio toner per stampanti e materie prime alimentari: farine, zucchero e latte in polvere.

Il sistema avrebbe apportato delle ingegnose varianti alla classica frode cosiddetta “carosello, allo scopo di rendere più difficoltosa l’individuazione della rete di società utilizzatrici delle fatture false.

macchina_operazionePertanto, la merce – che già si trovava nel territorio italiano – veniva ceduta, molto spesso solo cartolarmene, in regime di reverse charge (cioè in sospensione d’imposta), a un’azienda comunitaria, la quale rivendeva (sempre in reverse charge e sempre solo mediante trasferimenti meramente cartolari) alla società “cartiera” italiana.

Quest’ultima avrebbe poi ceduto la merce (questa volta con IVA e “sottocosto”) a una o più società “filtro”, le quali, infine, l’avrebbero venduta al beneficiario finale della frode. Da questo circuito consegue che la “cartiera” (o “missing trader”), nel breve volgere di pochi mesi, avrebbe maturato un ingente debito IVA (quella riscossa nel momento della cessione alle società “filtro”) che però non avrebbe versato; la sede della società sarebbe stata, quindi, trasferita in una grande metropoli (Roma o Milano) e, poi, allocata all’estero dove sarebbe stata “rottamata” lasciando dietro di sé un cospicuo debito tributario non più esigibile e l’impossibilità di dichiararne il fallimento.

Le indagini, coordinate da Barbara De Munari, sostituto procuratore della Repubblica, sono state condotte, fin dal 2013, dal Nucleo di Polizia Tributaria di Vicenza mediante un imponente sforzo investigativo, utilizzando anche speciali software d’indagine, che ha visto impegnato decine di militari in attività di intercettazione telefonica (quasi 75 mila le conversazioni ascoltate) e telematica, di perquisizioni e di pedinamenti su tutto il territorio nazionale nonché di riscontri documentali mediante l’esecuzione di numerose verifiche fiscali, nei confronti di ben 218 indagati, praticamente tutti di nazionalità italiana (infatti, solo un denunciato è straniero, un serbo, peraltro residente da anni a Vicenza).conforti_intercettazione

Le operazioni di esecuzione delle misure cautelari si stanno svolgendo anche a Cosenza, nella quale risultano appartenenti alla frode due persone: Conforti Mario Massimo e un’altra, cui non sono state diffuse le generalità. 

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social