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Reggio, in migliaia al corteo. Laura Boldrini: “tre volte no: alla violenza, alla ‘ndrangheta e all’indifferenza”

Calabria

Reggio, in migliaia al corteo. Laura Boldrini: “tre volte no: alla violenza, alla ‘ndrangheta e all’indifferenza”

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Centinaia di persone, giovani, donne, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, rappresentanti di enti locali e dei centri antiviolenza hanno iniziato la loro marcia da Piazza Indipendenza questa mattina aderendo copiosi alla manifestazione nazionale indetta dalla Giunta Regionale Calabrese.

REGGIO CALABRIA – Un corteo variegato con un coro unanime; dire “No” alla violenza contro le donne. Anche la Presidente della Camera Laura Boldrini, la Ministra Maria Elena Boschi e la Presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi hanno preso parte stamattina a Reggio Calabria, alla manifestazione nazionale “La Calabria contro la violenza sulle donne” promossa dal Presidente della Regione, Mario Oliverio, dopo i fatti di Melito Porto Salvo. corteo-reggioDecine di deputati e senatori, centri antiviolenza, associazioni femminili, studenti provenienti da tutta la regione, forze sociali, rappresentanti del mondo della scuola e delle università ed esponenti del mondo della Chiesa hanno portato la loro presenza insieme ad amministratori locali, sindaci e presidenti delle Province nonchè esponenti delle istituzioni a vari livelli.

La Presidente della Camera, Laura Boldrini è intervenuta sottolineando: “Siamo qui per dare un segnale di vicinanza a una ragazza che per anni è stata vittima di abusi, per dirle che non è sola e per dire tre volte no: alla violenza, alla ‘ndrangheta, all’indifferenza. La violenza contro le donne non è un fatto privato è la violazione di diritti umani”. “Mi fa piacere – ha detto ancora la presidente della Camera – che il Presidente della Regione Calabria e le autorità, tutti, abbiano sentito il bisogno di fare qualcosa per rispondere a quanto è accaduto. E sarà ancora più importante gestire a livello regionale le case rifugio in modo che le donne abbiano un’alternativa alla violenza”.

 

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