Area Urbana
Agguato a colpi di arma da fuoco a via Popilia, condannato pregiudicato cosentino

L’uomo aveva ferito, sfiorandone gli organi vitali, il figlio dell’ex consigliere comunale Roberto Sacco.
COSENZA – Un agguato consumatosi al termine di un’accesa campagna elettorale, per ragioni personali e non politiche. Rancori mai sopiti e fraintendimenti avrebbero portato il cinquantunenne Filippo Rovito, già noto alle forze dell’ordine, a sparare tre colpi di pistola contro Vincenzo Sacco. Il ragazzo, figlio di Roberto Sacco, ex consigliere comunale all’epoca dei fatti sostenitore della candidatura di Enzo Paolini alla carica di sindaco, non avrebbe mai immaginato una reazione del genere. Il ventenne era stato accusato dal compagno della mamma della propria fidanzatina di essere la causa di dissidi all’interno della loro famiglia. Rovito attribuiva infatti l’origine della propria separazione dalla coniuge all’assidua presenza del ragazzo in casa.
Per questo motivo avrebbe attentato alla sua vita sparandogli contro. Dopo la mezzanotte, tra il 18 e il 19 giugno del 2016, mentre Roberto Sacco alla guida di una Fiat 500 con il figlio seduto lato passeggero attraversa via Popilia, viene raggiunto da alcuni proiettili sparati da una Mercedes nera che sfreccia nel buio endo perdere le proprie tracce. I bossoli sfiorano gli organi vitali del ragazzino, ma per fortuna finiscono nella parte posteriore della vettura. Esattamente nel punto in cui doveva essere seduta la sua fidanzatina che però aveva preferito non lasciare la madre da sola ed andare in auto con lei. Le due donne si trovavano così a pochi metri di distanza dalla Fiat 500 al momento dell’agguato e non hanno potuto far altro che assistere alla scena inermi. A distanza di poche ore la Squadra Mobile della Questura di Cosenza aveva individuato come responsabile del gesto Filippo Rovito. L’uomo dopo essere stato tradotto nella casa circondariale di via Popilia ha scelto di essere giudicato con rito ordinario.
Oggi al termine dell’udienza preliminare il gip Branda ha accolto la richiesta del pm Donatella Donato condannando Rovito alla pena di sei anni e quattro mesi di reclusione per tentato duplice omicidio. L’uomo dovrà però ora essere processato presso il Tribunale di Castrovillari per rispondere del reato di illecita detenzione di arma da fuoco. La pistola con cui sparò infatti fu gettata e poi fatta ritrovare dal Rovito stesso in un’area di competenza del foro del Pollino nel territorio del Comune di Altomonte. Dal canto loro i due ragazzini non hanno interrotto la loro relazione, mentre il padre in segno di perdono ha deciso di non commentare la ‘vittoria’ giudiziaria. La famiglia Sacco ha inoltre deciso di non costituirsi parte civile precisando che qualora per legge dovesse ricevere dei risarcimenti questi verranno devoluti in beneficenza perché come chiarito dalle vittime: “Noi da lui soldi non ne vogliamo”.



















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