Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Sanità in salsa cosentina: chirurgo ‘assunto’ in ospedale, in tre mesi neanche un intervento

In Evidenza

Sanità in salsa cosentina: chirurgo ‘assunto’ in ospedale, in tre mesi neanche un intervento

Pubblicato

il

ospedale san giovanni in fiore

Ci si chiede quanto la sanità abbia speso per pagare gli stipendi al professionista.


COSENZA – Ancora una vergognosa anomalia nella sanità cosentina. “L’Asp di Cosenza dica se ha pagato, eventualmente quanto e per che cosa, il professionista scelto per gli interventi alla tiroide nell’ospedale di San Giovanni in Fiore, che dal 5 settembre scorso non ha operato alcun paziente nella struttura”. Lo affermano in una nota i deputati del Movimento 5 Stelle Dalila Nesci e Paolo Parentela, che in proposito hanno scritto una lettera al direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro, per sapere se l’incaricato, il docente Rosario Sacco dell’Università di Catanzaro, abbia ricevuto o meno parte del corrispettivo previsto dal rapporto di consulenza, malgrado la produttività nulla in oltre tre mesi.

 

Contestualmente, ai commissari Massimo Scura e Andrea Urbani i due parlamentari 5 stelle hanno chiesto, “in caso affermativo sollecitando gli atti conseguenti, se la riferita consulenza contrasti con l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario regionale, in particolare alla luce dei dati epidemiologici effettivi, dell’attuale capacità di risposta del Servizio sanitario regionale in tema di interventi chirurgici per patologie tiroidee nell’area di riferimento e sulla scorta della dotazione strumentale e delle risorse dedicate disponibili nell’Ospedale di San Giovanni in Fiore”. Nella stessa lettera Nesci e Parentela si sono rivolti alle commissioni Sanità e Vigilanza del Consiglio regionale, chiedendo “gli interventi di rispettiva competenza”. Inoltre, al dg del dipartimento regionale Tutela della Salute i parlamentari 5 stelle hanno chiesto le verifiche di legge “in merito al possesso dei requisiti di sicurezza, riguardo alla riferita attività chirurgica, della struttura operatoria presso l’Ospedale di San Giovanni in Fiore”. Per ultimo, Nesci e Parentela hanno sollecitato “la Procura regionale della Corte dei Conti al solerte intervento di competenza”.

LEGGI ANCHE

Consulenza “d’oro” all’Ospedale: 800 euro al giorno. Nesci e Parentela chiedono la revoca immediata

 

Non c’è un posto letto in Terapia Intensiva, rientra a casa e muore

 

Malasanità nel cosentino, blitz della Finanza nell’ospedale di San Giovanni in Fiore

 

 

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social