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Operazione “Mater”, continuano gli interrogatori: gli indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere

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Operazione “Mater”, continuano gli interrogatori: gli indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere

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Oggi sono stati ascoltati altri due indagati dell’operazione, che hanno deciso di non rispondere dinnanzi al Gip Ferrucci.

 

COSENZA – Continuano gli interrogatori per gli indagati coinvolti nell’inchiesta “Mater” la maxi operazione anti droga scattata in città e nel suo hinterland lo scorso giovedì e condotta dai Carabinieri di Cosenza su richiesta della Procura di Cosenza. Davanti al Giudice per le Indagini Preliminari di Cosenza, dottoressa Giuseppa Ferrucci, questa mattina, sono comparsi Andrea Stavale e Alfonsino Falbo (difesi dagli avvocati Antonio e Stefania Ingrosso). I due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Già lo scorso 3 febbraio, erano stati sentiti Giuseppe Gozzi (48 anni), Carlo Spadafora (42 anni), Gabriele Pati (46 anni) e il figlio Salvatore Pati (25 anni), Manuel Esposito (22 anni), Carlo Bruno (23 anni), e Francesco Lo Polito (24 anni). Tutti gli indagati hanno deciso di non rispondere al gip. Ferrucci. A loro carico pendono le accuse di spaccio di droga, fulcro centrale dell’inchiesta, mentre per Gozzi, Bruno ed Esposito c’è anche l’accusa di tentata estorsione ed usura. Il 4 febbraio, nell’interrogatorio di garanzia per l’applicazione delle misure cautelari personali sono stati ascoltati Enzo Bertocco (22 anni) e Francesco Mazzei (22 anni).  

Ricordiamo che l’inchiesta denominata “Mater”, partita dopo la denuncia ai carabinieri di una mamma di un piccolo pusher per salvarlo dai debiti di droga e dalle continue minacce del suo fornitore per non aver pagato le partite di droga ricevute, ha portato alla richiesta di 35 misure cautelare, di cui 10 in carcere, 16 ai domiciliari, 9 obblighi di dimora.  Nei fatti è stato appurato come la città fosse stata divisa in zone di spaccio ed ognuna aveva un “capo bastone”. Via Panebianco, Vaglio Lise, Centro Storico, quartiere San Vito, via Reggio Calabria. Queste erano le zone in cui il referente della cosca controllava il territorio. Nel corso dell’operazione sono state sequestrate 4 pistole (una Beretta con matricola abrasa a Roggiano Gravina ritrovata nelle disponibilità di uno degli indagati), 13 chili di marijuana e 7 chili di hashish.

 

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